Casini torna a casa. Quello che non è dato sapere è cosa significhi casa. Casa è condividere un ideale, passione comune, sinergia collettiva, costruire un messaggio, comunicare, far sognare, guardare avanti, dibattere, ancora costruire, essere fieri di farne parte, prendere per mano e guidare. O è forse miseria d’animo, isteria, opportunismo, pavidità, clientela, nomenclatura, apparato, egotismo, miserabile ambizione personale, idolatria dell’uno. È esattamente l’antitesi di quello che un partito dovrebbe essere. La totale negazione di un qualsivoglia schema di valori. La non-condivisione, la non-comunanza, la non- e via seguendo. Questa è casa in Italia: un tetto che t’accoglie, un fuoco che ti scalda. Verrà Renzi dicevano, e non sarà più il Centro. ‘Il sogno DC è finito, torno con Berlusconi, lo faccio per l’Italia’. Come la più grande eredità morale della storia, l’Italia non la DC,  si sia ridotta ad una laida orgia di puttanieri e magnaccioni, questo, neanche Casini lo può spiegare.