I Parte

La Seconda Guerra Mondiale presenta ancora oggi degli inquietanti interrogativi, a cui è difficile rispondere senza cadere nel campo delle supposizioni. Ad esempio, la genesi dell’operazione Barbarossa, dell’attacco tedesco all’Urss, sono ampiamente ignorate dal dibattito storico.

Bisogna innanzitutto partire dal patto di non aggressione Ribbentrop- Molotov, del 23 agosto 1939, firmato pochi giorni prima dello scoppio della guerra. L’operazione diplomatica fu la classica miccia che accese l’incendio europeo: senza la certezza di non belligeranza sovietica, Hitler difficilmente avrebbe mosso le proprie armate verso la Polonia. Consapevoli di tale elementare considerazione, Francia ed Inghilterra avevano provato a ripetere l’esperienza della Triplice Intesa del 1914, ossia l’alleanza a tre con la Russia che avrebbe permesso l’accerchiamento del Reich e la fine dell’espansionismo hitleriano. A tal proposito furono intavolate delle trattative riservate , interrotte senza alcun esito positivo nella seconda settimana di agosto 1939, pochi giorni prima dell’accordo nazi-sovietico. La tempistica non fu casuale: il 19 agosto del 1939, durante una riunione del Politburo a Mosca, Stalin aveva pronunciato un discorso programmatico sulla condotta della politica Estera sovietica denso di significati più o meno espliciti:

“La questione della pace e della guerra entra in una fase per noi critica. Se stipuleremo un trattato di mutua assistenza con la Francia e la Gran Bretagna, la Germania rinuncerà alla Polonia e cercherà un modus vivendi con le potenze occidentali. La guerra sarà evitata, ma in seguito gli eventi possono assumere un carattere pericoloso per l’ Urss. Se accetteremo la proposta della Germania di stipulare un patto di non aggressione, essa certamente attaccherà la Polonia, e l’ intervento della Francia e dell’ Inghilterra in questa guerra sarà inevitabile. L’ Europa occidentale andrà incontro a serie agitazioni e disordini. In queste condizioni noi avremo buone possibilità di restare fuori dal conflitto e potremo sperare di entrare in guerra nel momento a noi favorevole. L’ esperienza degli ultimi vent’ anni dice che in tempo di pace è impossibile avere in Europa un movimento comunista forte al punto da permettere al partito bolscevico di prendere il potere. La dittatura di questo partito diventa possibile soltanto dopo una grande guerra. Noi faremo la nostra scelta, ed essa è chiara. Dobbiamo accettare la proposta tedesca di rimandare indietro cortesemente la missione anglo francese. “

 La frase evidenziata permette di capire dunque i veri obiettivi del dittatore sovietico: la guerra “capitalista” tra l’Asse e gli Alleati permetterà all’Unione Sovietica di prepararsi in tutta calma, e di decidere il momento più favorevole per sferrare un attacco decisivo ed arrivare dunque alla conquista dell’intero continente.

“Se la Germania riporterà la vittoria, uscirà dalla guerra troppo stremata per dare inizio a un conflitto con l’ Urss almeno per una decina d’ anni. La sua preoccupazione maggiore sarà quella di tenere sotto controllo l’ Inghilterra e la Francia vinte allo scopo di impedirne la rinascita. D’ altra parte, la Germania vincitrice disporrà di territori enormi e nel corso di molti decenni sarà impegnata nel loro “sfruttamento” e nell’ instaurazione in essi dell’ ordine tedesco. E’ evidente che la Germania sarà’ troppo impegnata altrove per volgersi contro di noi. (…). Più’ tardi tutti i popoli caduti sotto la “protezione” della Germania vincitrice diventeranno anch’ essi nostri alleati. Avremo così un ampio campo di attività per lo sviluppo della rivoluzione mondiale. Compagni! E’ negli interessi dell’ Urss, Patria dei lavoratori, che si scateni una guerra tra il Reich e il blocco capitalista anglo francese. Bisogna fare di tutto affinchè questa guerra duri il più possibile allo scopo di estenuare la due parti. Proprio per questa ragione dobbiamo accettare il patto proposto dalla Germania e lavorare affinchè la guerra, una volta dichiarata, si prolunghi per un massimo di tempo. Si dovrà rafforzare il lavoro di propaganda nei paesi belligeranti per essere pronti al tempo in cui la guerra finirà …”

 Di fatto, Stalin da il via alla guerra, e non rimane certo osservatore inerme. Mentre la Germania è occupata contro gli Alleati, l’Urss prepara l’industria per una lunga guerra, e mobilita gigantesche masse d’uomini e mezzi. Il concetto verrà ribadito nel maggio 1941 dallo stesso Stalin, durante un banchetto con più di duemila ufficiali presenti:

“L’affermazione che il governo sovietico ha attuato con successo una politica di pace è corretta, tuttavia ora è intempestivo sottolineare la politica di pace del governo sovietico. (…) E’ giunto il tempo di spiegare al popolo che il periodo della politica di pace è passato. E’ necessario preparare il popolo al pensiero dell’indispensabilità della guerra, tra l’altro una guerra offensiva. Gli scopi ulteriori dell’Unione Sovietica potranno essere raggiunti solo con l’uso delle armi”

 Alla fine dello stesso mese, a Mosca esce addirittura un frasario russo-tedesco, con milioni di copie di tiratura, “Breve manuale di conversazione militare russo-tedesco per soldati e sottufficiali”, totalmente inutile in una guerra difensiva, ma non in una d’invasione. L’Armata Rossa è dotata inoltre di più di 4 milioni di cartine geografiche, riguardanti non la zona di confine o le fortificazioni sovietiche, bensì la Prussia orientale, la Cecoslovacchia, la Polonia, tutte zone occupate dalla Wermacht. Il 19 giugno 1941 arriva infine l’ordine per la creazione di direzioni di fronte nelle basi dei quartier generali dei distretti militari occidentali. Di fatto ciò significava la preparazione all’apertura di azioni di guerra nei tempi più brevi perché le direzioni di fronte si creano per dirigere operazioni belliche.