Milano, 2029.

L’impiegato Brambardi, denominato ora Junior System Operation Digital Change Assistance Manager, di anni settantuno, compiuti il giorno prima e festeggiati nella grey team relax office zone sita tra i cessi, le macchinette del caffè di soia e il distributore di vegan sushi, si addormenta alla propria postazione nell’open space Stadium13.

Guai.

Abbiocco grave per Brambardi; l’impiegato russa beato, una bavetta trasparente scende dall’angolo della bocca fino a tasti J e K della tastiera. L’infame collega Integration Test lo riprende in uno scatto spionistico, che posta subito su Instagram con meschini hashtag – #brambardi #bellavita #ronfronf #ninnananna #job #pennichellabrambardi – e infamità delle infamità, tagga nella foto il nuovo Global & Universal General Executive CEO, fresco fresco di nomina, il riverito e soprattutto temuto gatto Pacciani, ex felino domestico convertito al carrierismo senza scrupoli e al potere multi e sovranazionale.

Riunione del Board. Al tavolo delle riunioni del consiglio transcontinentale, rispettivamente alla destra e alla sinistra del CEO Pacciani, siedono i pretoriani Head of Human Resources Senior Manager Gianfrank La Morte e la Deploy Financial Accounting Senior Manager, di anni 23, e laureata a 12 in human engineering alla John Fitzgerald Elkann World University. I due luogotenenti del gatto Pacciani propongono il declassamento di Brambardi a file Excel umano, formattandolo come Brambardi.xlsx e internarlo per sempre nella cartella file per gli impiegati guasti convertiti in file. Terrificante, l’inferno infinito dentro un Excel, imprigionato per sempre tra griglie, formule, colonne, milioni di numeri senza logica.

Tacete, miserabili cani rognosi!

Esclama Pacciani tonante grazie al traduttore simultaneo gatto-uomo appena arrivato dalla Silicon Valley. Il gatto Pacciani, tronfio con la sua nuova cravatta di seta combinata con oro 24 carati e con il muso incipriato di cocaina, ha un’altra idea: è ora di procedere con il primo test per il progetto A new Dream, a new Opportunity presentato dal department PHR&D – Psycho Human Research & Development.

Precedenti progetti dei ragazzi PHR&D – Psycho Human Research & Development, tutti finiti in disastro:

Forever Young. Obiettivo: sconfiggere la morte per incrementare la produttività perpetua, senza quelle fastidiose e imprevedibili interruzioni per decesso. Risultato: il sistema parve funzionare per qualche giorno sui soggetti sperimentali, ma dopo poco i volontari ultracentenari accusavano sintomi di cattivo odore da putrefazione e una tendenza controproducente al cannibalismo in ufficio.

RUG 2.0 – Ragionier Ugo Fantozzi 2.0. Obiettivo: ricreare in laboratorio il ragionier Ugo Fantozzi, maschera comica di un cinema ora proibito, per poi produrlo in serie col fine di avere a disposizione un esercito di esseri umani il più possibile adatti all’impiegatismo a testa china. Risultato: il primo prototipo, non appena realizzò che quel nuovo mondo era infinitamente peggiore del suo, si gettò in corsa contro la finestra del centoquarantaduesimo piano per buttarsi di sotto urlando Non mi avrete maaaaaiiii. In mano stringeva una fotografia di sua moglie Pina e di sua figlia Mariangela.

Rex 2029. Obiettivo: testare la fedeltà al lavoro dei dipendenti inserendo un elemento di forte distrazione durante un meeting di lavoro. Risultato: fu scelto un Tyrannosaurus Rex come elemento di disturbo. Effettivamente, i dipendenti, scelti tra i più produttivi e ambiziosi, completamente e fedelmente assorbiti dai loro monitor e dalle loro scadenze, non si curarono del baccano apocalittico che proveniva da fuori la finestra. Il dinosauro deambulava giù in strada distruggendo auto e divorando vigili urbani, elicotteri militari sparavano missili, raffiche, urla, caos, ma niente, tutti chini a ticchettare tastiere, ad analizzare grafici, a biascicare sataniche formule perverse in anglo-italiano. Bravi. Purtroppo però il Tirannosauro Rex volgendosi verso l’ufficio, li notò e li mangiò tutti. Eroici, morirono con il computer in mano, preoccupati di ultimare la presentazione PowerPoint prima di quell’imprevisto – quell’incident in gergo – chiamato morte.

Ora invece è il momento del primo test per A new Dream, a new Opportunity. Obiettivo: intrufolarsi nei sogni degli impiegati per:

a) A fini pubblicitari.

b) Indurre il dipendente al lavoro durante il riposo (il cosiddetto Fornero Paradox).

c) Rompere l’ultima barriera intima dell’essere umano, il sonno e i suoi sogni, invadendoli.

Brambardi dorme beato sulla tastiera, a sua insaputa ulteriormente narcotizzato, e nell’orecchio gli sparano la microsonda.

Brambardi sogna di essere su un gozzo in mezzo al mare blu in una giornata brillante di sole e libertà. I delfini giocano con lo scafo, paiono ridere, sembrano volerlo salutare. A prua, in piedi, appare la bellissima figura di una ragazza bionda e nuda. È per lui uno dei sogni più belli di sempre.

Tutto cambia brusco.

L’acqua si agita improvvisa. I delfini spariscono con un stridulo gemito di paura. Il cielo si fa grigio. Nubi scure si gonfiano e mescolano rotolando minacciose all’orizzonte. Tempesta! Il gozzo è in balia di alte onde schiumose. Ansia, panico. Il gozzo si rovescia, allarme, impiegato in mare! Senso di affogamento, di impotenza. Uno tsunami possente, gigantesco come l’alveare di uffici Stadium 13, lo risucchia, lo frulla, lo sputa con violenza sulla spiaggia.

Acciaccato ma vivo, Brambardi vomita acqua, alghe, un paguro. Poi di colpo, così come era arrivata, la burrasca si placa. Le nubi nere si aprono come un sipario teatrale. Raggi luminosi color oro perforano il panorama dopo la tempesta: sembra una luce divina, la porta del Paradiso, il faro dell’Onnipotente. Brambardi ne è quasi abbagliato, non ne può fare a meno … sì, è meraviglioso, stupendo, rasserenante … da una nuvoletta si alza qualcosa, un arcobaleno? No, è una linea gialla che si alza al cielo, e poi forma due archi d’oro, una gigantesca M d’oro! Una maledetta M color giallo patatina-fritta di McDonald’s, che si poggia sulla scritta I’m lovin’ it dipinta in cielo; e sirene invisibili cantano il terribile jingle del male Succede solo da McDonald’s.

Brambardi scappa sulla battigia tappandosi le orecchie simile alla sagoma angosciante de L’urlo di Munch, e ride crudele il pagliaccio Ronald McDonald sul pedalò. Laggiù un gruppo di ragazzi fanno una festa in spiaggia. Corre da loro per chiedere aiuto e uscire da quell’incubo soffocante. C’è un falò, un dj che gira manopole a caso e si agita sulla battigia emanando una musichetta commerciale leggera, allegra, veloce, inutile come la merda; dei giovani carini, abbronzati, modaioli, armati di cocktails colorati si dimenano al rallentatore in quel tramonto artificiale e mostrano i sorrisi, sorrisi perfetti da fanta-odontoiatria spaziale, sorridono come scemi, inebetiti da sorrisi perenni. Aiuto! Invoca Brambardi; per pietà, ditemi come fare ad uscire di qui! I giovani ballano al rallentatore, mostrano la fottuta felicità dell’estate con i giga illimitati, gli mostrano il loro ultimo smartphone nuovo di pacca, lo circondano, ballano la musichetta cretina come in un rito tribale televisivo, si fotografano, lo fotografano, lo trascinano in atroci selfie autoflagellanti, in affollati scatti di dolore, mentre lui cade in terra in lacrime tremante. Una ragazza si china su Brambardi in agonia, gli sussurra il nuovo piano vantaggioso Vodaphone con giga illimitati per tutta l’estate, per tutta quella summer cool edition.

Gli sembra di impazzire. Ma forse il suo salvatore irrompe nel sogno in una nuvola di polvere e in un rombo da guerra. Un potente mezzo luccicante status, tecnologia e potenza compie una sinuosa piroetta sulla sabbia: è il nuovo SUV della Kazzon Automotive, ringhiante denaro metropolitano nelle terre extraurbane, sfacciato e titanico, astronautico. Il pilota in completo da ufficio e barbetta brizzolata in stile Stay Hungry Stay Foolish abbassa il finestrino e con gesto secco e sicuro e studiato si toglie gli occhiali da sole per guardare Brambardi e domandargli con sguardo adone e penetrante:

E tu, vuoi essere follower o vuoi essere influencer???

Per poi scomparire dietro le dune in un turbo tuono a centinaia di chilometri orari. Brambardi accecato dal terrore corre a perdifiato senza sapere dove andare. Al suo passaggio in quella che sembra una landa desolata, una vischiosa palude di mille colori entusiastici ma asfissianti, gli appaiono davanti al pari di insetti ronzanti scritte luminose di prodotti alimentari, mascotte farmaceutiche, cori di jingle penetranti che si appiccicano alle pareti del canale uditivo per non lasciarlo più, come sanguisughe della memoria, per plasmarla al consumo. La folle corsa con la milza in mano tonfa contro un divano portato da due artigiani della qualità. Il divano cade in terra rovinandosi. Gli artigiani della qualità si suicidano soffocandosi a vicenda con i cuscini. Brambardi cerca di riprendere fiato, poveretto. Non fa tempo a ritrovare le forze che una gang di family banker della banca che ruota intorno a te gli viene incontro minacciosa con i canini affilati, affamati. Il fuggitivo s’arrampica su una roccia imponente dalle pareti a precipizio, i family banker gli mordono le caviglie ma riesce a calciarli via, i family banker cadono giù nel baratro.

Finalmente Brambardi riesce a conquistare la cima del roccia impervia. Si issa sulla vetta pianeggiante, una porzione circolare di terra che sembra essere sospesa nel vuoto. Come un miraggio, appare nel mezzo di quello spazio metafisico un box d’ufficio, uno di quei moduli di alluminio e plastica dove inserire scrivanie, computer e uomini, per chiuderli dentro a doppia mandata. Brambardi riconosce la sua vecchia postazione H_34. Dal nulla, come spettri, spuntano l’Head of Human Resources Senior Manager Gianfrank La Morte e la Deploy Financial Accounting Senior Manager. Una nuvola all’orizzonte si plasma in cielo, assume le prepotenti forme del grasso muso sornione del gatto Pacciani. Il volto del felino è gigantesco e spaventoso. Una divinità del male. Il Signore dei sogni altrui, il Padrone dell’incubo. I manager gli spiegano che se vuole uscire dal sogno, dovrà produrre e completare una serie di scadenze lasciate in sospeso nel mondo reale. Potrà ritornare alla quieta realtà solo quando avrà ultimato il lavoro. La mente di Brambardi va in cortocircuito totale, i pensieri sfrigolano, il cervello avvampa. Sorride ai manager, s’inchina al gatto Pacciani. E si butta giù dal precipizio.

Allo Stadium 13 nuova riunione del board. Il gatto Pacciani divora sashimi di panda e crocchette di koala. Pacciani legge il rapporto del department PHR&D – Psycho Human Research & Development sui risultati del primo test del progetto A new Dream, a new Opportunity. Obiettivo: intrufolarsi nei sogni dei dipendenti. Risultato: il soggetto messo sotto stress estremo, ha subito una sorta di collasso celebrale, andando irrimediabilmente in tilt. Il soggetto è pertanto sprofondato in coma, in uno stato vegetativo, perdendo qualsiasi valore in termine di capacità produttiva o consumistica.

In ospedale Brambardi è tenuto aggrappato al mondo terreno grazie alle macchine. Ma in quel brutto limbo sospeso tra la vita e la morte, l’impiegato ad occhi chiusi pare sorridere. Sorride perché sta sognando, e per sempre vive nel suo sogno, solo suo, nella libera e sconfinata galassia onirica di cui lui è l’unico creatore inconsapevole. Brambardi senza più catene, vagabondo delle stelle, in eterno nella dimensione onirica, lì perso, lì navigante nella fantasia del sogno – Brambardi è il sognonauta. È l’avventura perpetua, e lui ne è protagonista e dio. La barca procede lenta sul mare blu. È una giornata meravigliosa. La bella ragazza a prua è nuda, immerge i piedi in acqua, rivolge il volto abbronzato verso il sole. I delfini escono dalla superfice in acrobazie e giochi per salutarlo. Le nuvole danzano il valzer celeste, si uniscono e si modellano per formare alcune scritte bianche sullo sfondo dell’azzurro.

Fabbricare, fabbricare, fabbricare
Preferisco il rumore del mare.