“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”, con queste parole George Orwell sosteneva l’idea che l’informazione è potere, e il Potere è inevitabilmente caratterizzato dalla proprietà, ovvero dall’uso e l’abuso, dei grandi mezzi di comunicazione: stampa, radio, televisione. La realtà della vita sociale, economica e politica di ogni Nazione è formattata secondo l’interpretazione ufficiale dei media. Se fino a qualche tempo fa risultava difficile uscire da questa impasse, il dibattito attuale – grazie all’ascesa del M5S – ci ha convinti che Internet potesse in qualche modo scardinare questo meccanismo per aprire le porte di un nuovo paradigma. L’informazione virtuale, infatti, non ha un proprio centro, ma si ritaglia su punti diversi – e spesso divergenti – che godono dello stesso valore. Così anche il Potere è succube di una logica analoga. Malgrado l’appiattimento dell’opinione e l’impossibile obiettività di Internet è concesso all’individuo stesso – contrariamente a quanto avveniva nel sistema di ricezione precedente – il ruolo attivo di giudice e di discriminante.
Il Movimento 5 Stelle, in questo contesto, radicandosi perfettamente nella realtà virtuale ha affermato e confermato la possibilità di contrastare l’immenso potere mediatico che sino a poco tempo prima categorizzava il vero e il falso secondo i propri interessi. Così si sono aperti dibattiti nuovi, nuove dinamiche, un linguaggio del tutto innovativo che ha smascherato e messo in evidenza la frattura interna al Potere – Palazzo o Casta – ogni giorni meno credibile. Il successo lo si è visto nelle urne, e fino ad oggi non si è potuta negare al movimento di Grillo e ai suoi esponenti parlamentari una qualità carente nei partiti tradizionali: la trasparenza. Lo stesso Gianroberto Casaleggio durante la conferenza di Cernobbio del 7 settembre di quest’anno ha asserito che “giornali e tv sono lo strumento del potere, ma per fortuna declinano davanti al web”. Il M5S ha raccolto non poco consenso con l’uso di simili slogan.

Eppure solo qualche giorno fa il Movimento ha annunciato la nascita della sua nuova rete televisiva: “La Cosa”, la web tv – vetrina dell’apparato a cinque stelle – diventa a tutti gli effetti televisione, con tanto di decoder. La gratuità e l’accessibilità del web finiscono in secondo piano con il concretizzarsi di questa proposta che – spiega Casaleggio – “è stata pensata per far arrivare a tante persone che non vanno su internet i nostri contenuti”. Il decoder, inoltre, avrà un costo di 60 euro e trasmetterà tutte quelle attività del Movimento che prima era il blog di Grillo a divulgare. Anche i 5 Stelle, con questa strategia, non portano a termine quel cambiamento inizialmente invocato e su cui si è accresciuto un notevole consenso, ma si inseriscono totalmente in un confronto orizzontale – e non verticale –  col Potere, divengono essi stessi Potere e Centro di informazione che si proietta dall’alto. E’ una variazione di rotta storica che segna una trasformazione ontologica del Movimento 5 Stelle e da cui potrebbero conseguire pericolose derive.