Milano, 2029.

L’impiegato Brambardi ha un gatto fuori taglia bianco maculato di nero, con una macchietta proprio sotto il naso dove c’è l’attaccatura dei baffi. Quella macchiolina lo fa sembrare una caricatura felina di Adolf Hitler. È un animale grosso, furbo come il diavolo, marpione. Potrebbe essere un incrocio tra una lince e un qualche demonio assiro-babilonese. Ma Brambardi gli vuole bene per questo: il micione è una simpatica canaglia.

Lo ha chiamato Pacciani, come il vecchio contadinaccio toscano accusato di essere il mostro di Firenze. Nome dato così, per goliardia, per far ridere gli amici ospiti le rare volte che invita a casa. Il gatto Pacciani. Se non fa proprio ridere, perlomeno fa sorridere vedere la fiera Pacciani presa da improvvisa eccitazione artigliarsi come una tigre del Bengala in miniatura sulle tende per puro hobby, o dopo la caccia di piccioni, i cui cadaveri mutilati e spennati vengono puntualmente riportati in salotto come prova compiaciuta di una buona giornata di sport, o ancora mentre la fiera siede sul suo trono, ovvero la poltrona preferita di Brambardi, e gorgoglia versi rochi bestiali che dovrebbero essere fusa.

L’impiegato Brambardi, denominato ora Junior System Operation Digital Change Assistance Manager, di anni settantuno, compiuti il giorno prima e festeggiati nella grey team relax office zone sita tra i cessi, le macchinette del caffè di soia e il distributore di vegan sushi, ha portato di nascosto il gatto Pacciani alla sua postazione H_34 nell’open space Stadium 13.

Guai.

Non ha potuto fare altrimenti l’impiegato Luca Brambardi, si è visto costretto a trasgredire alle severe regole aziendali in fatto di animali domestici, parenti anziani, bambini e defunti, perché sua moglie è stata trasferita a sessantacinque anni suonati a un call center di Tiraspol, Transnistria. Potranno rivedersi nel 2035, come da contratto. L’impiegato è richiesto dalle esigenze di delivery service erogata, ovvero è di turno quel fine settimana per due giorni filati no stop. Nessuno può accudire il molesto gatto Pacciani in sua assenza.

Brambardi è entrato di soppiatto nell’edificio Stadium 13, alle 4.05 della mattina di venerdì, nascondendo sotto l’impermeabile l’inquieto Pacciani, che gli ha peraltro schizzato di piscio il pullover. Le guardie e le telecamere non hanno notato nulla.

Luca Brambardi occulta Pacciani dentro la stanza dei server cibernetici.

Prende posizione vicino al suo collega, l’infame Integrator Test Account. L’infame Integrator Test Account l’ha spiato di soppiatto mentre durante la pausa cocaina delle 9.30 Brambardi portava una ciotolina con del latte sintetico nella stanza dei server.

Il vile Integrator Test Account fa una foto di Pacciani e la posta su Facebook, taggando Brambardi:

“AHAHAHA LUKA NN SAPVO CHE TU ERI ANKE UNA GATTARA”

Scrive la carogna con il suo pollicione unto di biscotti al miele di mosche mellifere, le uniche ancora in grado di fornire miele dopo il suicidio collettivo delle api dell’anno scorso. Passano cinque secondi precisi dalla pubblicazione dell’abietto post. Le luci sopra le teste degli impiegati cominciano a lampeggiare, come tutte le volte che viene compiuta una grave inadempienza da parte dei dipendenti. Tutte le teste dei colleghi sbucano all’unisono dai recinti delle postazioni, per sbirciare, ansiosi e vogliosi di disgrazie altrui. Sembrano tartarughe curiose che allungano il collo per godersi uno spettacolo.

Sul nastro per il link fisico compaiono l’uno accanto all’altro silenziosi, sguardo fisso e seri in volto come due boia, la Deploy Financial Accounting Senior Manager, di anni 23, e laureata a 12 in human engineering alla John Fitzgerald Elkann World University, e l’Head of Human Resources Senior Manager Gianfrank La Morte.

Gravi conseguenze: il gatto Pacciani è arrestato dagli agenti della security aziendale. Luca Brambardi è invece declassato a criceto: dovrà correre sulla ruota per la generazione di elettricità green, uno dei vanti climate dell’azienda, ben sottolineato nella corporate policy impressa nella mente dei dipendenti tramite raggi oculari della unit Information Mind Management.

Ma il gatto Pacciani è dannatamente scaltro, furbo e si sa adattare con eccezionale rapidità. Ruffiano, lascivo, si conquista le simpatie della Deploy Financial Accounting Senior Manager. Qualcosa di più di una simpatia, a dire il vero. Con abili mosse, e un calcolato dosaggio di leccaculismo e sfrontata simpatia, il gatto Pacciani ottiene un prestigioso posto come Project Management Operation Business Analyst Consultant. È solo l’inizio di un’inarrestabile scalata verso i vertici multinazionali.

Luca Brambardi perde le tracce del suo gatto fino al giorno in cui entra a tarda sera nella sleep zone per gli impiegati impossibilitati a rientrare a casa per la notte, o semplicemente troppo stanchi per farlo. Nascosti in un angolo buio, clandestini, ecco la Deploy Financial Accounting Senior Manager con la gonna alzata e in calze autoreggenti china sulla macchinetta delle anfetamine. Avvinghiato e infoiato, con la nuova cravatta di Hermes tirata dietro la schiena, il gatto Pacciani ci dà dentro da dietro.

La bestia è assatanata. Le ciccione zampe anteriori artigliano i fianchi della ragazza per aggrapparsi nell’atto stantuffante, e le graffiano la schiena. Il demonio ruggisce stridulo in un crescendo d’intensità, pare una sirena contraerea. Gli ansimi cadenzati robotici oh-oh-oh yes Pacciani oh-oh-oh yes Pacciani yes sei un leone Pacciani yes della Deploy Financial Accounting Senior Manager non sono nulla in confronto ai versi immondi della creatura. Pacciani si accorge della presenza del suo vecchio padrone Brambardi e si volta verso di lui con le fauci spalancate dall’orgasmo blasfemo. Sembra che ghigni in faccia al vecchio padrone.

Il gatto Pacciani, dopo una lotta carrierista senza esclusione di colpi infami e bassezze ripugnanti con l’Head of Human Resources Senior Manager Gianfrank La Morte – quest’ultimo sconfitto – entra finalmente nel Board of Human and Extrahuman Directors. Gianfrank La Morte, consapevole della propria disfatta, opta per fargli da cane fedele, appoggiando qualsiasi sua iniziativa. Ora Pacciani ricopre il ruolo di Executive Global Treasury Manager e guadagna come trecento impiegati. Il suo discorso per il nuovo incarico è stato un lapidario e deciso:

Miao

Miao, insieme ai motti Challenge to grow! Work to Win! e il famoso Change is now! diventa un nuovo slogan aziendale imposto ai dipendenti.

Forse per pietà o forse per umiliarlo, il gatto Pacciani promuove il suo vecchio amico Brambardi a Executive Global Treasury Manager Vice Assistant: suo compitò sarà la pulizia della lettiera del capo. E una sera, più stanco del solito, afflosciato sul divano, l’impiegato Brambardi guarda il telegiornale ologrammatico. In apertura, gossip:

Nuovo flirt per la nostra Digital Presidentessa del Consiglio Chiara Ferragni: è stata vista in dolce compagnia con un giovane manager rampante. Ma chi è il misterioso corteggiatore? Si chiama Pacciani, ed è un elegante gatto con baffetto nero …

Segue il servizio con video paparazzo dove si vede la premier capo del governo Ferragni che furtiva esce da un noto ristorante di cucina eschimese della capitale assieme al gatto Pacciani, che si struscia sulle sue gambe. I due sfrecciano poi lontano dai curiosi sulla nuova fiammante fuoriserie guidata con perizia rallista dal felino rampante. Brambardi volge allora lo sguardo verso la poltrona dove si stravaccava il gatto Pacciani, quando era ancora un animale domestico, e gli prende un’improvvisa voglia di “coniglio ala visentina”, un’antica ricetta di sua nonna Mariéta di Vicenza, quando c’era la guerra.