Il profeta di Allah, Maometto, un giorno confessò ai propri fedeli accorsi in preghiera a La Mecca durante la costruzione dei confini della terra islamica: «La donna è la parte mancante di un uomo». Spesso, tale concetto è stato travisato, ribaltato e strumentalizzato nel corso dei secoli tra le milioni di abitazioni della jihad metafisica. 

Giovanni Khaled Paladini, sessantadue primavere nelle scarpe, di origine salentina, laureato in Giurisprudenza, esperto in relazioni internazionali, convertito all’islam nel 2013 e promotore della prima Università Islamica in Italia, della quale è Presidente, afferra il diktat del profeta, e dal suo occhio privilegiato sui rapporti interpersonali scatenati dal contatto tra cristianesimo, ateismo e tradizione musulmana, propone il sanguigno romanzo “…e adesso tutto cambia!”

Una storia che affonda i suoi limiti negli abissi della carne, mescolando passione e deliri, innescati dai transfert di una donna accecata di desiderio: la sensuale Rosetta, atea, piccolo borghese, innamorata perdutamente di Mansoor, musulmano iraniano dal fascino magnetico, alla Humphrey Bogart in Casablanca. Un sodalizio possibile che infiamma lo scontro culturale: le atmosfere incantevoli o drammatiche – in base ai tortuosi stati d’animo – dell’Iran e del Salento fanno da sfondo a ossessioni sessuali e castrazioni irruente.

Khaled intende fare luce, attraverso l’espediente letterario, sul vortice sociale e privato del rapporto coniugale nel matrimonio misto, innestato nella più ardua dicotomia uomo-donna all’interno della tradizione islamica. Una contrapposizione spesso oggetto di facili preconcetti, a spiegarlo è proprio l’autore: 

Il matrimonio islamico condizionato da presunti principi religiosi, frutto di ignoranza dei più e fonte di potere dell’élite, che si consuma nel privato e specialmente all’interno della famiglia, assume, quasi sempre, proporzioni drammatiche nei cosiddetti matrimoni misti, quelli cioè celebrati tra coniugi di diverse religioni o addirittura tra un uomo religioso (nel nostro caso musulmano) e un’atea. Ciò che si consuma giornalmente in queste famiglie a danno delle donne, nella completa (inconsapevole?) indifferenza della collettività è inaccettabile in una società come la nostra che si vanta di essere paladina di libertà e di difesa dei più elementari diritti delle donne. 

La complessa vicenda della protagonista, ispirata a storie reali con le quali il romanziere è entrato in contatto in forma di mentore, offre al lettore una conoscenza asettica delle dinamiche sociali nei Paesi fedeli al messaggio di pace di Allah, evidenziando come vi sia un contrasto netto tra le affermazioni divine del Corano e quanto effettivamente praticato nei rapporti coniugali. Khaled istilla tra le pagine una netta denuncia nei confronti di comportamenti e interpretazioni del testo sacro che divergono dalla filosofia spirituale professata dal profeta Maometto, sfociando in un’ignoranza maschilista, generatrice di una sottocultura che imprigiona tatticamente l’universo femminile oltre il Mediterraneo.

Nel romanzo di Paladini si parte dallo sprofondo nella carne, dalla lieta e silente comunione di sentimenti che vanno al di là dell’evoluzione dell’umanità e delle logiche convenzionali: è puro istinto: di viversi, sopportarsi e divorarsi a vicenda. La scena cardine, già tragica per l’economia della trama, ribalta completamente il sogno di un amore da film esotico vissuto da Rosetta: 

Il colpo secco della porta che si richiudeva dietro le sue

spalle ebbe da subito una sinistra eco nelle sue parole, decise

e minacciose, che adombrarono inspiegabilmente di

fitta foschia quel momento fino al quale avevo vissuto la

giornata colorata dalle tinte forti dell’amore e della felicità.

«…e adesso tutto cambia!»

Fu solo un attimo, una sensazione angosciosa, che subito

si dileguò tra le sue forti braccia. Mi sollevò e dolcemente

mi depose sul letto infiorato che avrebbe rinnovato il nostro

amore, finalmente benedetto da Dio e dagli uomini…e fu

l’inizio della fine!

Khaled ci tiene a chiarire alcuni concetti per il lettore, con l’auspicio di eludere gli stereotipi attorno all’idea fondante del testo, cercando di attenuare l’efferatezza e la magia di un linguaggio che è croce e delizia per chi nel Medio Oriente ci sotterrerebbe volentieri un’occasione di rinascita interiore.

Tutti siamo sottomessi, uomini e donne nella stessa misura, ma solo a Dio, e mai è giustificata nel Corano la sottomissione di un essere umano ad altro essere umano in quanto di fronte a Dio siamo tutti uguali. I fatti vengono narrati per quelli che sono, crudi, violenti e drammatici, perché provochino in chi legge il giusto sdegno per lo schifo che ogni giorno ci viene propinato (la storia raccontata è solo una infinitesima parte del tutto), adombrato da neo-legittimità inesistenti, nella totale e generale indifferenza, figlia di un materialismo imperante che tutto riconduce a oggetti e merci e nulla più concede all’anima, alla complessa interiorità e intimità umana e alle emozioni personali che la massificazione in atto pretende di chiudere in recinti e modelli predeterminati, imposti attraverso i moderni, micidiali, tecnologici strumenti di comunicazione di massa. Anche la sessualità, elemento determinate in tutta la storia, viene trattata per quella che è realmente, ancora una volta senza ipocrisia.

L’obiettivo ambizioso di “…e adesso tutto cambia!” e di sviluppare sensorialmente un richiamo alla ragione, da raggiungere attraverso riflessioni sgombre di pregiudizio, in modo da offrire la possibilità al lettore di scavare nella realtà che conosciamo – veicolata da opinion leaders e media – fino al raggiungimento del mistero, travestito da verità, come predisposto quasi novecento anni fa da un fuoriclasse del pensiero e delle scienze, Averroè:

Dato che la legge prescrive lo studio degli esseri (del cielo e della terra) con l’intelligenza e di riflettere su di essi ed essendo la riflessione nient’altro che ricavare l’ignoto dal noto, e in ciò consiste il ragionamento, ne consegue che ci viene imposto dalla legge di effettuare lo studio degli esseri mediante il ragionamento.