Se si votasse oggi sarebbe probabilmente domenica. Enrico Mentana sarebbe in diretta dalle cinque di mattina. Avrebbe le occhiaie? Chiediamocelo, è importante. Esistono editorialisti che lo riporterebbero. Se si votasse oggi, magari contemporaneamente alle amministrative o alle regionali, ci sarebbe quel via-vai di Fiat Ducato con cui delle particolari specie di imprenditori liberali caricano e scaricano gli operai davanti al seggio elettorale dopo aver sussurrato loro la preferenza in un orecchio. E’ la democrazia. E’ l’operaio due punto zero. Chissà cosa avrebbe pensato Berlinguer. Si sarebbe consumata la guerra dei manifesti tra ragazzini nelle grandi città: il partito fasciostakanovista dato allo 0,003% punterebbe a fare uscire il più presto possibile dagli ospedali i suoi militanti picchiati dalla fronda di attacchini del karlmarxfreddymercuryparty, non presente sulla scheda elettorale ma attivissimo in tutte le serate reggae. O viceversa, ma è così che succede. Forse perchè qualcuno, anche tra i giovani, non si è accorto o non vuole accorgersi della guerra parallela fatta dai sempre più luoghi comuni: tartine al caviale, finanziatori, massoni, banche, puttane e televisioni. Oppure non ha niente di meglio da fare. E poi tante splendide serate di avvicinamento elettorale in compagnia di Gad Lerner e moltissimo Giuliano Ferrara, casse di birra e rutto libero durante le tribune elettorali. Aspettando Cirino Pomicino per un intervallo non comedy.

Chissà che bella Leopolda avrebbe organizzato Renzi! Il Premier è primo nei consensi, soprattutto perché non esiste nient’altro. Se si votasse oggi, non sarebbe chiaro con quale legge elettorale, ma Renzi arriverebbe primo. In realtà ora è in Russia e in Italia le redini le tiene Maria Elena Boschi, che da Ministro per le Riforme Costituzionali e dei Rapporti con il Parlamento, ci ha informato che prima faceva le cinque in discoteca, ora non più, ma non ha ancora trovato l’amore e ha messo su qualche chiletto. Bollettino ministeriale. E’ interessante questa scelta rottamatrice venuta fuori dalle primarie per la Campania: Vincenzo De Luca, classe 1949, condanna in primo grado per abuso d’ufficio che della legge Severino avrebbe detto: “…se la possono impacchettare con il fiocco e la carta argentata e metterla in frigo. A me non interessa niente.” Sembra Maccio Capatonda o no?

Che bel carnevale ha organizzato Salvini! Tutti quei vichinghi in giro per Roma non si vedevano dai tempi di Alarico. E’ bellissima,inoltre, questa idea della destra italiana di cedere lo scettro di un ipotetico Fronte Nazionale al partito meno nazionalista sulla scena politica, di riporre i tricolori negli armadi e di correre ad acquistare bandiere bianco-rosse. Consegnando la piazza storica di Roma, tra l’altro. Che stia avvenendo per meri calcoli elettorali nessuno si azzardi a dirlo. Comunque l’idea sta funzionando, la crescita di Salvini è proporzionale a quella della sfiducia verso l’Ue: La Lega sta superando il 15% e un ipotetico Fn si avvicina esponenzialmente al 20%. Insomma, la metà del lavoro è fatta. Per il massimo della coerenza ora ci si aspetta un’alleanza su tutti i fronti con Berlusconi e chiunque altro possa far vincere qualcosa. A proposito! Forza Italia è sempre più lo specchio riflesso del Milan: senza gioco, senza giocatori, senza allenatore, sta scendendo ancora nei sondaggi e comincia ad avvicinarsi pericolosamente al 10% ( 12%). Addirittura Sandro Bondi ha qualcosa da ridire: un po’ come se Bonera si andasse a lamentare con Galliani per la scarsa qualità del reparto difensivo.

Il Nuovo Centrodestra è al 4%. Il sogno moderato non è mai iniziato. Restano i Ministeri, però, che fanno un sacco status symbol e danno quel tono democristiano che finchè dura fa tradizione e giacche nuove. Sel è stabile attorno al 4%, si comincia a rumoreggiare per la creazione di qualcosa di un po’ più a sinistra di così, sullo stile di Tsipras che sto periodo tira un casino. I nomi sono sempre quelli: Landini, Civati, Elio Germano. Beppe Grillo forse ha cominciato a capire che il M5S merita di essere un secondo rivisitato. Si può dire, infatti, che i grillini stanno cominciando a fare mea culpa: hanno capito che i talk show forse vanno frequentati, hanno capito che col Pd è meglio dialogare ogni tanto, hanno capito che non è stato affatto carino attaccare Gino Paoli e che Mattarella, alla fin fine, è buono e cortese! Sembrano le prove tecniche di resa per un partito che si aggira attorno al 18%. Si attendono smentite. Se si votasse oggi, probabilmente Renzi vincerebbe. Se si votasse oggi, forse, non ci sarebbe il tempo per capire se Passera, Fitto e Tosi vogliono fare un partito loro. Votiamo oggi, per piacere.