Recentemente l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ha emesso un comunicato molto importante[1], nel quale si afferma che si è arrestato l’aumento della quantità di anidride carbonica prodotta dal sistema industriale planetario (stabile a 32 miliardi di tonnellate nel 2014). Uno stop alla crescita inesorabile dei gas serra era già avvenuta in passato in seguito a pesanti recessioni globali, ma nel 2014, per la prima volta, la produzione di CO 2 si è fermata con un Pil mondiale in crescita del 3%[2]. Questo fatto positivo per l’equilibrio ambientale della Terra è stato determinato dal progresso della tecnologia nel campo dei trasporti attraverso un uso migliore delle risorse, con  un minore inquinamento, la diminuzione dell’uso del carbone a favore del gas ed infine dalla diffusione delle energie rinnovabili nei paesi industrializzati, soprattutto in Cina, la quale è considerata uno dei maggiori responsabili dei gas serra.

Tale positiva combinazione di fattori e le imminenti politiche ambientali promosse dai vari accordi internazionali hanno spinto diversi studiosi ad pronosticare una futura “economia del benessere”[3], in cui è possibile ottenere una crescita stabile dell’economia globale, diminuendo allo stesso tempo le emissioni dei gas nocivi, aprendo la prospettiva di un sistema sostenibile su lungo periodo e con una ricchezza materiale nettamente superiore. Questa analisi con i nuovi dati forniti dall’IEA non tiene però conto di uno scenario nettamente più complesso e dai contorni alquanto oscuri, che cambiano decisamente il quadro ottimista descritto dai giornali cantori dell’attuale modello di sviluppo. Il primo dato ci viene fornito dall’Osservatorio di Mauna Loa (Hawaii)[4], il quale riporta il costante incremento della CO2 nell’atmosfera anche nel febbraio 2015. (vedi grafico: http://www.corriere.it/methode_image/2015/03/16/Scienze/Foto%20Scienze%20-%20Trattate/co2-U43010693802615ghD-U43070230526324vkE-593×443@Corriere-Web-Sezioni.JPG?v=20150316102941). La mancata crescita delle emissioni nel 2014 purtroppo non elimina il continuo accumulo della CO 2, a dimostrazione che non è minimamente sufficiente bloccare la produzione ad un livello così disastroso per impedire le conseguenze del riscaldamento globale.

Un’altra questione riguarda la semplicistica correlazione fra la crescita del Pil mondiale e il dato dei gas serra prodotti. Proprio il dato del Prodotto interno lordo andrebbe preso con le pinze, data la sua inaffidabilità. Più e più volte è stato dimostrato che il dato è frutto di errori, manipolazioni e interpretazioni assai discutibili, anche considerato che il Pil dell’Eurozona è truccato da calcoli irrealistici fatti sul contrabbando, il mercato degli stupefacenti e la prostituzione. Inoltre va considerato il fatto che la crescita globale è condizionata dalla crescita dell’economia di “carta” (Finanza & Co), mentre l’economia industriale è in stagnazione. Questa purtroppo è un’altra verità poco considerata, ma negli ultimi anni una delle principali zone industriali del mondo (UE) è sostanzialmente ferma o in recessione. Negli Stati Uniti, a dispetto dei dispacci ottimistici di Obama, si sta assistendo ad una crescita fasulla, mentre la stessa Cina ha dimezzato la crescita rispetto agli anni d’oro del 2000. L’altro grande questione che i teorizzatori del futuro “magnifico e progressivo” dimenticano è proprio l’inquinamento nel suo complesso. L’attenzione si concentra quasi sempre su i gas serra, dimenticando tutto gli sversamenti chimici nella natura e il loro impatto sulla catena alimentare e sul nostro benessere. Basterebbe ricordarsi anche solo dell’inquietante “Pacific Trash Vortex”[5]per tenere a mente che la questione del CO2 è solo uno dei numerosi problemi creati dal nostro Sistema. Infine chiamare “economia del benessere” un modello fautore di disequilibri mostruosi, sia a livello ambientale, sociale, economico, che a livello psico-fisico, significa aver perso completamente la concezione della nostra realtà.

 

[1]    http://www.iea.org/newsroomandevents/news/2015/march/global-energy-related-emissions-of-carbon-dioxide-stalled-in-2014.html

[2]    http://www.ilpost.it/2015/03/14/emissioni-anidride-carbonica-crescita-economica/

[3]    http://www.corriere.it/ambiente/15_marzo_16/cina-inquinamento-ffe11a5c-cba5-11e4-990c-2fbc94e76fc2.shtml

[4]    http://co2now.org/

[5]    http://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex