Nelle ultime settimane gli italiani sono stati subissati dagli annunci trionfanti del governo in carica in merito alla nuova Legge di Stabilità. Molto risalto ha ricevuto l’astuta operazione dello scaricare il costo dei tagli sulle regioni (a quanto pare molto più grandi, rispetto ai primi annunci[1]), mentre sono passati sottotraccia alcuni dettagli piuttosto gravi, i quali inficiano decisamente il disegno iper-ottimista del premier in carica. Una questione estremamente grave, anche a livello morale, riguarda il fondo sociale per la SLA; molti ancora ricordano il patetico show di Renzi con l’Ice Bucket Challenge o quello tragicomico del ministro Madia. Dimenticandosi qualsiasi decoro istituzionale, che invece altri leader internazionali avevano osservato[2], il duo si era cimentato nella video-campagna per favorire le donazioni. Ma passato l’effetto mediatico, il governo ha deciso tutt’altro per quanto riguarda i fondi dello Stato dedicati a tale malattia. Infatti nel Ddl di Stabilità l’ammontare complessivo passa dai 350 milioni di € a 250 milioni, con una riduzione netta di 100 milioni di €.[3]Questo comporterà, come già denunciato da molteplici associazioni, una drastica riduzione dell’assistenza nei confronti dei malati, oltre che ripercussioni notevoli su i bilanci dei famigliari coinvolti. Questo aspetto poco pubblicizzato è molto indicativo sulla vera natura dello show renziano, il quale non esita a sfruttare certe tematiche a fine propagandistico, salvo poi nel concreto fare l’esatto contrario.

Un’altra particolare questione riguarda la misteriosa clausola di salvaguardia[4] inserita all’interno della finanziaria spedita ai burocrati di Bruxelles, nella quale vengono scritte, nero su bianco, una serie di misure importanti da applicare nei prossimi anni. Il governo, onde placare o mitigare i possibili responsi negativi da parte dei commissari UE, ha decretato un aumento dell’Iva dal 10% al 13% entro il 2018 e un aumento dell’Iva dal 22 al 25,5%, da applicare in modo automatico, nel caso lo Stato italiano non dovesse rispettare i parametri fissati per i conti pubblici. E’ ovvio che una clausola del genere costituisce de facto un pericolo di una gravità inaudita, specialmente dopo 3 anni di recessione in cui i consumi interni sono crollati rispetto al periodo pre-crisi del 2007. Inoltre non solo scatterebbe l’iva maggiore, ma anche quella del 10%, la quale copre beni di prima necessità, colpendo così in maniera drammatica anche le fasce più deboli della popolazione. Alcuni economisti e membri del governo hanno obiettato che queste misure sono ipotetiche e da applicare solo in caso di un andamento negativo dei conti statali. Peccato che tutte le previsioni ottimistiche sull’andamento della crescita in questi anni siano state palesemente errate. Lo stesso governo in carica preannunciava per il 2014 una crescita del pil allo 0,8%, salvo poi essere drammaticamente smentito.

Oltre alle misure “future”, sono previste fin da subito un aumento di una serie di tasse specifiche, su settori minori e su segmenti già oberati di tasse fino all’estremo. Sono previsti gli ennesimi rincari delle accise sulla benzina, la quale è considerata ormai un bancomat dai governi. E’ prevista la re-introduzione di una speciale tassa sulle auto storiche, che stando ai promotori della legge, dovrebbe portare in cassa 78,5 milioni di €, a dimostrazione che la precedente tassa sul settore nautico non ha insegnato nulla.[5] E’ prevista una rimodulazione della tassazione nei confronti delle sigarette elettroniche, il cui settore era stato miracolosamente salvato dal Tar, il quale aveva bloccato l’iper-tassa (aumento del 58%) approvata dal precedente ministro dell’economia Saccomanni. A quanto pare il governo, probabilmente spinto dalle lobby del tabacco e dalla rendita del monopolio di stato, ha deciso comunque di alzare nuovamente i balzelli, condannando a morte certa un business già provato dallo scoppio della bolla nel 2013. Torna in modo grottesco l’aumento dell’aliquota Irap al 3,9%, che era stata abbassata con toni trionfali da Renzi pochi mesi fa. Viene svuotato il fondo anti-tasse per 3,3 miliardi di €, portati in dono al commissario Kaitainen[6], smentendo così in modo palese il piglio rivoltoso del nostro presidente del consiglio nei confronti dei burocrati UE. Ed infine sul fronte dei Fondi Pensione viene varato un aumento netto, che porta l’aliquota dall’11,5% al 20%.[7]

La manovra ribattezzata “la più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia della Repubblica”[8] si rivela alla fine per quello che è: l’ennesima illusione.

[1]    http://12alle12.it/roma-legge-stabilita-fassino-per-anci-tagli-35-37-mld-103224

[2]    http://time.com/3104483/obama-declines-ice-bucket-challenge/

[3]    http://it.ibtimes.com/articles/71825/20141025/sla-fondi-governo-renzi-icebucketchallenge.htm

[4]    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-10-21/tasse-nascostel-iva-pronta-salire-senza-spending-review-170416.shtml?uuid=AByA9M5B&nmll=2707#navigation

[5]    http://www.panorama.it/economia/tasse/settore-nautico-monti-tafazzi-barca-affonda-mercato/

[6]    http://www.firstonline.info/a/2014/10/27/ue-lettera-di-risposta-da-padoan-ecco-altri-45mld-/38c952ab-3d53-4239-afe5-080f8735054d

[7]    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-10-16/fisco-pesante-fondi-e-fondazioni-110439.shtml?uuid=ABIxVl3B

[8]    http://scenarieconomici.it/manovra-renzi/