«Ché entro la vuota corona che cinge le tempie mortali di un re, tiene corte la morte». Con queste celebri parole, contenute nel Riccardo II di William Shakespeare, il personaggio di Carlo Mountbatten-Windsor Principe del Galles compie il suo esordio nella terza stagione della seguitissima serie The Crown, targata Netflix. Tra amori nell’ombra, sogni di gloria, speranze, false illusioni e debolezze umane risulta impossibile non immedesimarsi e riconoscersi, seppur lontani dai vizi aristocratici di Buckingham Palace, in almeno una porzione di carattere appartenente a Carlo d’Inghilterra. Il principe che vive in attesa di succedere alla propria madre e farsi re. Un uomo che vive nell’attesa del vero amore. 

Non a caso saranno le donne ad esercitare un ascendente forte nella vita e nella formazione di Carlo, futuro sovrano inglese. A partire proprio dalla presenza scomoda di una madre ingombrante. Nel 1952, con l’incoronazione della Regina Elisabetta II, Carlo diviene l’erede della Corona inglese. Negli anni infantili e adolescenziali, il piccolo Carlo comprese fin da subito l’importanza per i maschi Windsor di stare «sempre tre passi indietro Sua Maestà», un’arte appresa dal padre Filippo, Principe di Edimburgo, disposto a rinunciare alle pretese di sovrano regnante di Danimarca e Grecia per divenire il consorte della donna più potente e celebrata al mondo. 

Fu proprio il padre Filippo a patrocinare l’iscrizione del figlio Carlo presso la Cheam School nel Berkshire, una scuola rigida in un luogo impervio per forgiare e temprare il carattere e la personalità del futuro erede al trono. Troppo severa, austera e apatica la Regina Elisabetta, eccessivamente timido, introverso ed emotivo  il figlio Carlo: due personalità a confronto, due diverse prospettive di regno per la Gran Bretagna.

Nel 1967 Carlo d’Inghilterra fu ammesso al Trinity College di Cambridge, dove approfondì la storia antropologica e si cimentò con discreto successo nel teatro e nella recitazione. In fin dei conti la stessa vita di Carlo potrebbe essere definita come un copione già scritto oscillante tra commedia e tragedia. Nel 1968, mentre l’Inghilterra scopriva l’emancipazione femminile – sperimentata persino a Buckingham Palace attraverso gli eccessi libertini della principessa Anna – e il fervore musicale dei Beatles, il giovane Carlo fu inviato dalla madre Elisabetta (persuasa nel suo intento dal governo laburista presieduto da Harold Wilson) in Galles per un intero semestre per studiare storia e lingua gallese in vista della cerimonia di investitura del designato Principe del Galles. 

In un clima incandescente, costituito da spinte rivoluzionarie, indipendentiste e lontano dai fasti cortigiani di Buckingham Palace, Carlo forgiò il proprio carattere di principe ribelle e comprese di possedere una voce. Nel 1969, in occasione dell’incoronazione come Principe di Galles – cerimonia trasmessa in diretta televisiva – Carlo tenne il proprio discorso di insediamento in inglese e in gallese, favorendo una fase di integrazione e di distensione fra i due popoli. Il battesimo politico e il discorso indipendentista di Carlo Principe del Galles non furono però accolti benignamente dalla Regina Elisabetta II. Gli sceneggiatori della serie The Crown hanno magistralmente immaginato un duro scontro tra la madre regina e il figlio erede:

Lascia che ti sveli un segreto: nessuno vuole ascoltare la tua voce.

Fortunatamente per Carlo, la voce e il fascino di un Principe del Galles, membro della Royal Air Force, riscuotono un gran successo tra le giovani fanciulle britanniche degli anni Settanta. Così nel 1971, durante una partita di polo nel parco di Windsor, il Principe Carlo incontrò Camilla Shand. La bionda Camilla si avvicinò a Carlo e gli disse:

Sai? La mia bisnonna è stata l’amante del tuo trisavolo.

 Per il timido Carlo fu un colpo di fulmine. I due cominciarono una relazione interrotta da Camilla due anni dopo, nel 1973, per sposare l’ufficiale dell’esercito Andrew Parker Bowles, dal quale ebbe due figli e dal quale divorziò solo nel 1995. Carlo e Camilla si lasciarono, spinti dagli eventi e dall’ostilità della stessa famiglia reale che non vedeva di buon occhio la giovane Camilla. Eppure i due continuarono a vedersi e frequentarsi sempre, anche dopo il matrimonio di Camilla e l’apparizione nella vita di Carlo della bella Diana Spencer

Carlo e Diana nel 1983

Nel 1977 il Principe Carlo, scapolo d’oro, rimase folgorato dalla bellezza della nobile sedicenne Diana. Interruppe così il flirt in atto con la sorella della stessa Diana, e tra fughe d’amore ed incontri blindati in residenze reali, nel 1981 il trentaduenne Carlo propose alla giovane di sposarlo. Il matrimonio da favola, celebrato il 29 luglio 1981 nella cattedrale di St. Paul a Londra, si rivelerà in realtà l’inizio di un triangolo amoroso fatto di tradimenti, bugie, telefonate erotiche e tresche infinite. Pochi giorni prima delle nozze, il Principe Carlo telefonò a Camilla per rassicurarla su chi fosse davvero l’amore della sua vita. In questo matrimonio un po’ troppo affollato, come fu definito dalla stessa Diana in una intervista televisiva del 1995 per spiegare l’imminente divorzio, Camilla per Carlo era molto più che una semplice amante. Era l’unica, vera donna della sua vita. 

La favola macchiata della Principessa Diana, moglie tradita, madre ferita e donna umiliata terminò tragicamente nell’incidente d’auto parigino dell’agosto 1997. Proprio in quegli attimi di dolore, Carlo avrebbe potuto trasformarsi nel fantasma di Edoardo VIII – lo zio della Regina Elisabetta II che rinunciò al trono inglese per amore dell’americana divorziata Wallis Simpson, divenendo così la pecora nera della famiglia Windsor – e invece il Principe del Galles vestì i panni del padre premuroso nel far crescere e consigliare i giovani principini Harry e William, futuro sovrano inglese ed ombra dello stesso padre. Eppure, diversi anni dopo, Carlo ebbe il coraggio di scrivere il proprio lieto fine: il 9 aprile 2005 sposa Camilla Parker Bowles nel Castello di Windsor. 

Il vissuto di questo principe inizialmente incompreso, bistrattato e un po’ ribelle ha permesso allo stesso Carlo di sostenere la coraggiosa causa del matrimonio del figlio minore Harry con l’attrice americana Meghan Markle e di sposare le più importanti cause ambientaliste, antesignano reale del fenomeno Greta, eleggendo il verde Galles come patria d’adozione. Intanto l’attesa continua:

Finché lei non morirà io non sarò mai completamente vivo. E non potrò diventare ciò per cui sono nato. Per ora sono condannato al terribile castigo dell’attesa.  

Carlo come il protagonista de L’uomo in bilico del romanziere americano Saul Bellow: esiste all’interno di un infinito abisso irreale e senza tempo.