Quando, verso le sette di sera di una giornata già impegnativa, ho compreso che di lì a poco avrei visto Justice League, ho deciso che avrei dovuto bere; Negroni col Carpano, precisamente, presso la più vicina e affidabile farmacia. Non una distrazione, ma una dolce preparazione all’autodistruzione. Non il tasso alcolico né la piacevole compagnia, infatti, avrebbero impedito a me e assistenti di compiere l’insano gesto. Per voi lettori de L’Intellettuale Dissidente, per nessun altro, correvamo incontro a questo proiettile. Lasciate le ultime gocce di Campari annacquato dal ghiaccio nei bicchieri, ci siamo levati alla volta del gigacentrocommerciale suburbano per vedere l’ultimo film di Zack Snyder.

La presenza di una meravigliosa Gal Gadot nei panni di Wonder Woman non è l'unico motivo per guardare Justice League, ma quasi

La presenza di una meravigliosa Gal Gadot nei panni di Wonder Woman non è l’unico motivo per guardare Justice League, ma quasi

Premessa metodologica. Se devi paragonare un film della DC Comics, lo paragoni a tutti i film girati, o meglio non girati, della DC Comics. Quindi Justice League non è ridicolo come Suicide Squad; non è eccessivamente pomposo come Man of Steel; non ha Gal Gadot sullo schermo tanto a lungo quanto in Wonder Woman, purtroppo; infine, non ha una trama inutilmente complessa, incoerente e fastidiosa come quella di Batman v Superman. In effetti è l’opposto, è talmente semplice e lineare che è davvero impossibile perdercisi: un cattivo extraterreno torna dall’antichità a minacciare la terra, Batman riunisce un gruppo di eroi per fermarlo, poi arriva Superman e salva tutti. Titoli di coda. Questo è quanto. Potremmo notare anche in questa pellicola diverse incoerenze ed errori – ma ci interessa davvero? No, non ci interessa affatto. In effetti, la consapevolezza di aver perso un paio d’ore della nostra vita è subito vinta dall’euforia di una luminosa consolazione, manifesta in una semplice conclusione logica in due parti.

La prima. Questo film estingue ogni possibile seguito della Suicide Squad, lo squadrone fondato dal governo statunitense per sostituire Superman o addirittura fermarlo in caso di necessità. Facciamo un po’ di conti. Il membro più potente della S.S. si è fatto comprensibilmente esplodere poco prima della fine del film omonimo. Lo squadrista attualmente più minaccioso è un abilissimo cecchino. Gli altri hanno da opporre agli avversari poteri tipo: lanciare i boomerang, trattenere il respiro sott’acqua, avere un bel sedere. Ora, in Justice League ci mostrano Superman prendere a calci in faccia una immortale divinità cosmica. Esito di un eventuale scontro Superman-Suicide Squad non quotato.  La Suicide Squad è logicamente sciolta. Urrà.

Slipknot, uno dei membri più esperti della Suicide Squad. Specialista nell'utilizzo di funi e rampini e conosciuto per la sua inarrestabile abilità nel fuggire, nel film viene ironicamente fatto deflagrare proprio mentre cerca di fuggire dalla Suicide Squad. Il suo amaro destino è forse un avvertimento per tutti noi?

Slipknot, uno dei membri più esperti della Suicide Squad. Specialista nell’utilizzo di funi e rampini e conosciuto per la sua inarrestabile abilità nel fuggire, nel film viene ironicamente fatto deflagrare proprio mentre cerca di fuggire dalla Suicide Squad. Il suo amaro destino è forse un avvertimento per tutti noi?

La seconda, di ancora maggior sollievo. Questo film estingue ogni possibile seguito anche della Justice League. Per tutto il film infatti vediamo gli eroi principali impegnarsi, con alterne vicende, nel combattere il malvagio Steppenwolf e i suoi seguaci. I cinque però, per quanto affiatati, non possono nulla contro quella specie di divinità cosmica. L’unico sforzo che portano a termine con successo è in effetti risvegliare dalla morte Clark Kent e, subito dopo, convincerlo a non ammazzarli per vendetta. Fatto questo, Superman si manifesta in ritardo alla battaglia decisiva, affronta la divinità cosmica e la sconfigge con estrema facilità. Ciò rende manifesto un divario di potenza incolmabile tra Superman e la somma del resto della Justice League; Flash, Batman, Aquaman, Wonder Woman e Cyborg sono inutili se è presente Superman. Quindi, come si manda avanti la franchigia? Facciamo morire Clark Kent di nuovo? Facciamo apparire a ripetizione la Kriptonite? Giriamo il film mentre Superman è al bagno?

Questo vale anche per i film individuali degli altri supereroi: o ci si dà alle retrospettive con storie dal loro passato, tipo Wonder Woman, oppure ogni loro futuro scontro dovrà rispondere alla domanda “quando arriva Superman?” oppure “perché non chiamano Superman?”. In due parole: Superman è stato reso semplicemente troppo forte e quindi la Justice League è finita. Urrà.

In Justice League il cattivo, Steppenwolf, era stato già sconfitto nell'antichità da una poderosa alleanza di umani, amazzoni, atlantidei e divinità. L'immane battaglia, che ricorda anche nell'estetica gli scontri epici del Signore degli Anelli, dura nel film circa 40 secondi

In Justice League il cattivo, Steppenwolf, era stato già sconfitto nell’antichità da una poderosa alleanza di umani, amazzoni, atlantidei e divinità. L’immane battaglia, che ricorda anche nell’estetica gli scontri epici del Signore degli Anelli, dura nel film circa 40 secondi

Questo doppio grido di giubilo ci si strozza però in gola già a pochi metri dalla sala. Non prendiamoci in giro. Non c’è nulla di logico nella gestione cinematografica della DC Comics, lo sappiamo benissimo. Sicuramente il futuro ci riserva nuove, eclatanti, schifezze. Il povero Zack Snyder ha dovuto cedere la regia a metà delle riprese per la tragica scomparsa di sua figlia, ma i primi dieci, deliranti, minuti del film bastano a ricordarci cosa di la DC/Warner è malgrado tutto ancora capace di fare. Flash e Aquaman sono affidati ad attori interessanti, vero. Il film sull’atlantideo sarà girato da James Wan, ovvero quasi una garanzia, vero. Ma, più minacciosi del mostro abissale di Stranger Things 2, all’orizzonte già appaiono nuovi Suicide Squad, nuovi Batman, nuovi Superman.

Questo Justice League non è affatto un bel film, ma è un film. Sono occorsi quattro tentativi agli studios per riuscirci. Detto ciò, come sempre, avranno ragione loro. Batman v Superman faceva oggettivamente schifo eppure ha incassato 870 milioni di dollari. Anche questo farà incassi stratosferici: già più di 250 milioni nel weekend di apertura. Non è un criterio cinematografico, ma è il metro sociale del problema. Noi pochi, noi felici pochi, in rivolta contro questa parte del mondo moderno, abbiamo ormai capito come funziona. E il problema non è solo il film, ma tutto quello che ci sta letteralmente attorno. Nell’anticamera ora vuota del multisala le insegne offrono mezzo litro di cola alla spina per cinque o sei euro. Al piano sotto, c’è sempre la fila per il pollo fritto, per le piadine industriali a sette euro, per le pizzette microscopiche a cinque. La filosofia del fast food, quella del non è buono ma almeno costa poco, si rivela per quel che era: una truffa. Questi prodotti – siano film, cibo, bibite – non sono neanche più economici. Fanno schifo e costano.

Le ragioni di convenienza pratica che ci spingono a consumare certi prodotti sono reali o sono solo inganno e superficialità?

Le ragioni di convenienza pratica che ci spingono a consumare certi prodotti sono reali o sono solo inganno e superficialità?

Noi pochi, noi felici pochi, noi fortunati pochi, dobbiamo sapere che Justice League o Avengers continueranno a vendere biglietti, Fabio Volo e Walter Veltroni saranno più venduti di Cioran o Pasolini, la gente continuerà a bersi il Negroni con il blasfemo gin del discount. A taluni fa intellettualmente addirittura piacere essere in pochi. Occorre però affermare che di questo passo la situazione sarà presto insostenibile ed è forse già irrecuperabile. Alla speranza e allo sprezzo urge che si sostituisca l’azione. Il mondo inizia a divorare sé stesso, senza avvedersene. No, non c’è nulla di male nei film ignoranti né nel cibo scadente, se questi sono un’espressione genuina e semplice, autenticamente popolare; ma non è più così, tuttavia, se sono prodotti che non nascono del basso, ma che sono invece creati apposta per abbassare. Prodotti all’opposto che istruttivi e dagli esiti distruttivi.

È grave ignorare le alternative, le quali esistono, ma sono molto spesso nascoste appunto per favorire il generale involgarimento. L’imbruttimento dilaga e le vittime non vanno confuse con i colpevoli. Ecco che i felici pochi hanno urgenti responsabilità: distinguere, anzitutto, e istruire, chi ne è capace. Se si discute di cinema, spiegare che c’è anche altro da vedere, come pure da leggere, da bere e da mangiare. L’almeno costa poco non esiste più, dobbiamo (far) aprire gli occhi: costa anzi decisamente troppo ciò che siamo quasi costretti a vedere, leggere, bere e mangiare. Il prezzo è infatti la libertà. Se non c’è libertà che non sia liberazione, non c’è oppresso che non sia opprimente, né involgarimento che non risulti nell’asservimento. C’è un altro modo di capire, c’è un altro modo di decidere, c’è un altro modo di vivere: imperativo è ricordarlo, mentre questo nostro mondo sta andando a rotoli. Grazie Superman, grazie Zack Snyder, per ricordarcelo nuovamente.