Ogni scelta può essere compiuta una volta e poi mai più. Non esistono seconde possibilità, ogni istante è un esperimento irripetibile, un azzardo. I secondi che si fanno minuti e ore e giorni esauriscono le nostre occasioni; il fiume delle nostre vite trova la strada tra le rocce degli eventi e solamente all’esito di tutte le miliardi di possibili combinazioni il nostro percorso ci sarà manifesto. Da una vasta pianura a una singola catena di episodi che conduce dal principio al termine.

Una decisione conduce a un’altra, la quale poi è premessa di un’altra ancora e così via; ciò implica due concetti essenziali nel nostro modo di intendere l’esistenza: il nesso di causalità e il tempo. Il primo è comprensibile esclusivamente se il secondo procede in un unico senso. Uni-verso, che ha una sola direzione. Non ricordiamo il futuro, ma il passato. Da un (superficiale) punto di vista termodinamico, riconosciamo il procedere del tempo grazie all’entropia: se metto dell’acqua calda dentro dell’acqua fredda, l’una si raffredderà e l’altra si riscalderà fino a che non potrò più distinguerle. Il prima e il dopo sono distinguibili grazie al rimescolamento irreversibile che ha dal nostro punto di osservazione la tendenza a un equilibrio termico cosmico. Tutto si tocca e si unisce finché non saremo una sterminata zuppa tiepida. Non è proprio così, ci perdonino gli amici fisici, ma qui si parla di cinema.

"L'ordine del tempo", di Carlo Rovelli: divulgazione semplice, ma di grande impatto, sulle teorie fisiche e termodinamiche del concetto di "tempo" consigliato a chi vuole approfondire l'argomento

“L’ordine del tempo”, di Carlo Rovelli: divulgazione semplice, ma di grande impatto, sulle teorie fisiche e termodinamiche del concetto di “tempo” consigliato a chi vuole approfondire l’argomento

La (percepita) unidirezionalità del tempo è ciò che ci impedisce di bagnarci due volte nello stesso fiume e che rende definitive le nostre decisioni. Nietzsche lo svela, predica l’eterno ritorno e insegna il peso di ogni gesto; poi vede un cavallo frustato e impazzisce. Nemo Nobody, protagonista della geniale pellicola di Jaco Van Dormael da poco finalmente disponibile in italiano su Netflix, è un bimbo che crede di avere la possibilità di prevedere il futuro. Se preconoscessimo l’esito del nostro operato, agiremmo meglio? Van Dormael ci suggerisce che no, anzi, diventerebbe probabilmente impossibile scegliere.

Il motivo è l’effetto farfalla, il cui senso è che ogni evento ha imponderabili infiniti esiti indiretti. Perciò la vera domanda è: esistono azioni che hanno, nell’infinita catena di conseguenze causali, solo frutti positivi? Vi risponderei: ordinare un buon Negroni. Ma mi illuderei senza dubbio.

L'azione di Mr. Nobody (regia di J. van Dormael, 2009) è costituita dall'insieme di futuri possibili di un bambino che deve scegliere se andare a vivere col padre o con la madre

L’azione di Mr. Nobody (regia di J. van Dormael, 2009) è costituita dall’insieme di futuri possibili di un bambino che deve scegliere se andare a vivere col padre o con la madre

Insomma, se la scelta tragica della classicità greca era quella tra due prospettive pessime, tutte o quasi le nostre decisioni sono in effetti scelte tragiche. Ma il problema non è neppure questo, bensì il tempo che ci esaurisce e spingendoci dentro a un imbuto. Ogni secondo che passa diminuisce le potenzialità dinanzi a noi e questa considerazione può opprimerci. Ogni volta che decidiamo ci precludiamo per sempre alcune possibilità e un simile pensiero può paralizzarci.

Antidoto parziale a questo è, secondo l’ipercitato Kundera, fingere. Romanzieri, attori, sceneggiatori, registi, come pure lettori e spettatori, tutti costoro si concedono il lusso di immergersi in esistenze differenti dalle proprie; calarsi con l’immaginazione nelle vite che non hanno vissuto. La bravura del creativo è così tanto maggiore quanta più empatia sa creare tra il fruitore della sua opera e la vita immaginaria che ha confezionato. L’arte come evasione, come esperimento di alterità.

Kurt Vonnegut (1922-2007) è stato uno scrittore statunitense di fantascienza che ha affrontato da punti di vista molto originali il rapporto con il tempo, soprattutto in "Cronosisma" e nel suo celeberrimo "Mattatoio n. 5"

Kurt Vonnegut (1922-2007) è stato uno scrittore statunitense di fantascienza che ha affrontato da punti di vista molto originali il rapporto con il tempo, soprattutto in “Cronosisma” e nel suo celeberrimo “Mattatoio n. 5”

Questa forza centrifuga dovrebbe apparirci tanto più evidente oggi, epoca liquida-sporca che disprezza ogni scelta se definitiva, istillando negli occidenti una violenza consumatrice e inarrestabile. Vivere nello stesso posto, fare lo stesso lavoro – figuriamoci avere la stessa moglie, o anche solo avere moglie – per tutta la vita è noioso e limitante: questo è il mantra. Il tempo è luogo di angoscia e non di progettualità, sostituita dall’imperio della simultaneità e della immediatezza. La vita è una sola e dev’essere dunque moltiplicata fino ad annichilirsi nell’era delle second lives digitali, della stratificazione della virtualità, dell’alienazione dalla propria identità.

Il racconto dei possibili futuri alternativi viene compiuta da un Mr. Nobody ultracentenario, risvegliatosi in un futuro utopico nel quale egli è l'ultimo mortale ancora in vita

Il racconto dei possibili futuri alternativi viene compiuta da un Mr. Nobody ultracentenario, risvegliatosi in un futuro utopico nel quale egli è l’ultimo mortale ancora in vita

Il piccolo Nemo Nobody deve compiere una scelta impossibile: vuoi più bene al papà o alla mamma? I genitori si separano e lui deve scegliere con chi vivere. Nel delicatissimo racconto del ventaglio di possibilità che si schiude davanti al bambino, Jaco van Dormael ci mostra un caleidoscopio di conseguenze possibili per l’adulto: un amore ostacolato e magico, una vita di successo economico e umanamente vuota, una relazione difficile con una donna depressa, un viaggio nello spazio; infine, un futuro distopico nel quale non si morirà più.

«Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, e io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco. Il mondo, disgraziatamente, è reale; io, disgraziatamente, sono Borges» (J. L. Borges)

È l’immortalità l’antidoto all’incapacità di scegliere? Noi pensiamo di no. In un futuro tecnologicamente capace di farlo vivere per sempre, l’uomo sarà morto per sempre. Il tempo in sé non ha una sola direzione, o forse ce l’ha, ma chissenefrega, ciò che conta è la nostra percezione e questa è condizionata innegabilmente dalla certezza della morte. Questo nostro essere confinati nel tempo crea il tempo, rende viva ogni cosa, decisiva ogni scelta e necessaria ogni conseguenza. Il dono degli déi all’uomo è il poter morire e, così, poter vivere. Le linee temporali infinite che possiamo solo immaginare si ritroveranno forse tutte nel Big Crunch, il luogo nel quale l’universo collasserà su se stesso per poi forse tornare a scorrere, ma alla rovescia; tra l’eterno ritorno nicciano e il Cronosisma di Vonnegut, lasciamo alla fine ciò che andava detto in principio, ovvero: di cosa stiamo parlando?

I futuri possibili del giovane Nemo si caratterizzano anche per l'amore verso tre differenti donne

I futuri possibili del giovane Nemo si caratterizzano anche per l’amore verso tre differenti donne

Mr. Nobody, che non è un film, ma un trattato. Qualcuno sarà forse spaventato da questo: gli sta bene. Sicuramente ha spaventato gli industriali del cinema, che non hanno praticamente distribuito la pellicola fuori dalla Francia. Eppure, Mr. Nobody come una felice infezione ha circolato per i canali dell’illegalità informatica e si è fatto conoscere, arrivando anche a vincere il premio del pubblico agli European Film Awards del 2010 – e decisivi, racconta Van Dormael, sono stati i voti presi in paesi nei quali il film non era neppure arrivato nelle sale…

Come per Donnie Darko a suo tempo, anche in questo caso il passaparola e lo status di film cult generatosi negli anni hanno corretto la codardia della distribuzione, meno timida quando si tratta di regalarci vangate di palta e cinematografia fast food. Mr. Nobody è su Netflix, non abbiamo proprio scuse per farcelo sfuggire. La rivoluzione, come sempre, occorre che parta dal basso.