Prima premessa: il fatto che io abbia aggiunto metà delle attrici del film su Instagram, non significa che il film mi sia piaciuto. Seconda premessa: chi scrive pensa che Sorrentino sia un ottimo regista, ma che prima ancora sia un furbo, nel senso di dopotutto facile: gli enigmi, i misteri, che infila nel proprio cinema sono al massimo degli scioglilingua, non simboli o indovinelli da decifrare. Così Loro 1 è film di estetica pura, ma puramente estetico. Un Taschen di fotografia erotica in versione video. Forse dopo Loro 2 sapremo se era davvero necessario dividerlo in due parti, ma già questo è un problema: stiamo vedendo un film o la metà di un film? È una mini-serie cinematografica? Siamo di fronte a un’operazione commerciale, predisposta dall’alto artigianato di Sorrentino? Sì. L’impressione dopo la prima parte è che non era affatto necessario fare quattro ore di questo.

Crozza è una suora che fuma nella sua geniale presa in giro del regista Paolo Sorrentino

Crozza è una suora che fuma nella sua geniale presa in giro del regista Paolo Sorrentino

Una pecora che stramazza al suolo per l’aria condizionata, un rinoceronte che scappa per le vie di Roma, un furgone della spazzatura che si ribalta: manca solo la suora nana che fuma di Crozziana memoria e poi tutte le scene a caso che Paolino poteva mettere le ha messe. Eh ma no, risponderanno i nostri 25 lettori, sono scene di grande metafora, di profondo significato. Non è vero: sono divertissement del regista, legittimi, forse utili, ma sicuramente non necessari a stabilire il tono surreale e un po’ scanzonato della pellicola. Una cosa di più: la mia impressione è che siano proprio delle prese per i fondelli, utili solo a far sentire svegli gli idioti, coinvolti dalla decifrazione dell’ovvio. I simboli, i misteri, come si diceva, sono altra cosa.

Tutto ciò premesso, Sorrentino ci ha presi ulteriormente in giro. Venduto come il film che parla di Berlusconi, il vero protagonista di “Loro 1” è il Gatsby-alla-rovescia Sergio Morra, il personaggio interpretato da un ottimo (fa strano scriverlo) Riccardo Scamarcio: giovane imprenditore di Taranto, baratta mignotte con appalti pubblici. Nella migliore scena di tutto il film, possiede more ferarum una ragazza sportiva che sul sedere ha tatuato un sorridente Berlusconi; Scamarcio sorride in camera e, ispirato, decide di provare il colpo grosso: entrare alla corte del Cavaliere. (Ah, se tutto il film fosse stato così!).

Riccardo Scamarcio interpreta Sergio Morra, quasi certamente "ispirato" alla figura di Giampaolo Tarantini

Riccardo Scamarcio interpreta Sergio Morra, quasi certamente “ispirato” alla figura di Giampaolo Tarantini

Si trasferisce così prima a Roma e poi in Sardegna, dove noleggia una villa immensa davanti a quella del Cavaliere e la riempie di belle ragazze, droga e divertimenti vari, sperando di essere notato dal suo amato. Fino a quel momento solo leggenda, presentato solo dai racconti timorati o sugli schermi dei telefoni che chiama, Sorrentino presenta il Berlusconi di Servillo solo a film inoltrato. Sono gli anni di opposizione a Prodi, gli anni della bandana, in cui sembrava politicamente morto prima dell’ultimo travolgente ritorno; vediamo così un Berlusconi umano e ridicolo, respinto dalla moglie (insopportabile) e persino da un calciatore che preferisce la Juventus al suo Milan. Insomma, al regista napoletano Berlusconi piace un sacco, ma proprio come la Daisy di Francis Scott Fitzgerald, il Silvio – amato irraggiungibile – di Sorrentino si rivela una delusione affettiva, un personaggio divertente e superficiale.

Morra, italiota di provincia, intraprendente e volgare, è l’umano più interessante e geniale del film; a Sorrentino va riconosciuta l’intuizione di aver individuato e onestamente ben costruito il personaggio, l’involuzione di un bravo ragazzo à-la-Scorsese tradotto a bulletto di provincia. Schifoso, ma fascinoso, ignorante, ma scaltro, criminale, ma piacione, l’ambivalenza di Morra è l’unico vero spunto di riflessione che ci viene donato da “Loro 1”. Il guappo ci affascina, ma non dovrebbe, ed è forse l’incarnazione di quel decennio italo-berlusconiano in cui tante cose sembravano possibili, ma non lo erano.  Ma manca del tutto l’aggressiva mediocrità, la televisione spazzatura, i reality, la politica corrotta, il senso di tardo impero.

La bellissima Kasia Smutniak interpreta Kira, "ape regina" della scuderia di donne che costruisce Morra/Scamarcio

La bellissima Kasia Smutniak interpreta Kira, “ape regina” della scuderia di donne che costruisce Morra/Scamarcio

Certo, per tutto il film domina la fi*a. Culi sculettanti, tette sballonzolanti, bellissime ragazze che pippano, scopano, ballano, gridano, saltano in doppio carpiato su ricchi amanti; puttane d’alto bordo arrivate col gommone in Italia e che arrampicatesi sui membri della bassa società capitolina si trovano nel grembo di un sultano; giovani attrici affamate di opportunità – il caso Weinstein è già così lontano? – e soubrette varie.  Scene memorabili,eppure non dal punto di vista cinematografico. Non c’è erotismo, non c’è desiderio, ma neppure trash o pornografia. In tutto il bestiario si salva solo la purezza della splendente e timida Stella, interpretata dalla meravigliosa Alice Pagani, che vedremo corrompersi strada facendo. Per il resto non c’è sensualità, ma solo sesso, non c’è carnalità, ma carne; non c’è quella volgarità disperata che avevamo intravisto in qualche fortunata sequenza della Grande Bellezza.

Ciò che manca quindi in questo Loro 1 è l’aggressività, la vitalità. Rimaniamo a metà del guado. La regia di Sorrentino e la sceneggiatura non graffiano mai davvero e se l’indulgenza nei confronti di Morra è chiaramente simpatia, quella nei confronti del mondo corrotto che lo circonda non è distacco ironico, ma solo patinato, privo di reale significato. La fotografia, meravigliosa, è telefonatissima, i momenti memorabili annunciati ed esasperati. Sembra una puntata di Nonsolomoda.

Berlusconi/Servillo intrattiene gli ospiti in Sardegna accompagnato dal fido Apicella

Berlusconi/Servillo intrattiene gli ospiti in Sardegna accompagnato dal fido Apicella

Loro 1 è un bel film, non nascondiamoci, ma sembra meno complesso di quanto avrebbe potuto essere. Magari col tempo si rivelerà più complesso di quanto sembri. Ci attendiamo grandi cose dal secondo, che dovrebbe riguardare gli anni di governo di Berlusconi; ma vederlo come a sé stante, questo Loro 1, non sembra davvero possibile: questa è la prima, ineliminabile, delusione.