Due ore di sport a settimana fin dalle scuole elementari: lunedì 10 dicembre la Camera dei Deputati si è espressa a favore del disegno di legge per la reintroduzione degli insegnanti di ginnastica nella scuola primaria di primo grado. Finalmente, l’insegnamento dell’educazione motoria non sarà più affidato alla buona volontà di singoli maestri di altre discipline, ma a laureati in scienze motorie, diplomati ISEF o professionisti che abbiano le certificazioni necessarie per l’insegnamento sportivo. Se il disegno di legge dovesse essere approvato, non sarebbe una buona notizia solo per i dodicimila professori di educazione fisica che dovrebbero essere assunti nel 2020, ma per l’intera scuola e società. Il progetto, se ben realizzato e incrementato, ha un compito di vitale importanza: avvicinare i bambini allo sport. Da sempre più tempo i giovanissimi sono abituati ad uno stile di vita sedentario e a giochi sempre più statici, con conseguenze più o meno gravi.

Non si pensi solo all’alto tasso di obesità diffuso tra i minori, contro il quale due ore settimanali di ginnastica possono far ben poco: le problematicità derivanti dal progressivo abbandono del gioco dinamico e dalla mancanza di un’educazione motoria sono molteplici. Tanti sono i bambini che hanno una scarsa percezione del proprio corpo ed hanno difficoltà ad effettuare semplicissimi gesti motori, come camminare correttamente, ruotare la caviglia o afferrare una palla al volo. Queste due ore di educazione fisica a scuola, con maestri specializzati, potrebbero essere un punto di partenza per garantire la diffusione di un benessere psicomotorio tra i bambini, senza che questo sia affidato esclusivamente all’attività sportiva che svolgono – a scelta e a pagamento – nei centri sportivi, al di fuori dell’orario scolastico.

Non possiamo poi dimenticare l’immenso potenziale educativo dello sport. Questo, se svolto in maniera seria, dalla prima elementare fino all’ultimo anno di liceo, andrebbe a centrare tutti quegli obiettivi formativi che nella scuola odierna si cercano di perseguire con quelle strampalate metodologie d’insegnamento statunitensi, che vanno a intaccare i programmi di tutte le materie, riducendone i contenuti. È ora di smetterla di inseguire quest’insulsi modelli e lasciare spazio allo sport, che oltre al beneficio fisico, è fondamentale per lo sviluppo dell’istinto sociale. Lo sport insegna a collaborare per raggiungere un obiettivo, ad aiutare i compagni di squadra, ad essere squadra, comunità. Insegna anche a mettersi in gioco e a competere, rispettando l’avversario. Lo sport è divertimento e impegno, svago e concentrazione, piacere e fatica, attività ludica e rispetto delle regole; un caposaldo del benessere e dell’educazione: non resta che augurarsi che il disegno di legge venga approvato e che tale progetto venga portato avanti nel migliore dei modi.