Soltanto pochi mesi fa, dopo il rifiuto dell’Italia di accogliere i migranti della nave Aquarius, il presidente francese Emmanuel Macron si era scagliato contro il governo gialloverde, definendo le loro politiche “vomitevoli”. Già allora, la risposta a tali dichiarazioni fu netta: al capo dell’Eliseo venne consigliato di pensare alle proprie faccende e non comportarsi da ipocrita. Gli ammonimenti provenienti dal Paese transalpino, riguardanti il cinismo e la disumanità dimostrati dall’Italia, sono stati scanditi ad intervalli regolari per tutta l’estate. Ciò che rende surreale questa vicenda, è il fatto che proprio la Francia, nazione postasi come alfiere della democrazia e dell’accoglienza, continua imperterrita, da oltre tre anni, a contravvenire al regolamento di Shengen, controllando incessantemente il confine interno con l’Italia, paese che, guarda caso, fino all’insediamento del nuovo esecutivo fungeva da approdo principale per le navi cariche di migranti.

La sorveglianza alla frontiera iniziò formalmente per il pericolo terrorismo, dopo gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi – misura regolarmente consentita per 6 mesi e rinnovabile, di volta in volta, fino ad un massimo di 3 anni -, sennonché, come ha chiarito in un’intervista Emilie Pesselier, dell’associazione francese ‘Anafé’, la Francia ha già sforato il termine massimo di tempo previsto per usufruire di questa possibilità e, malgrado le denunce fatte dalla stessa associazione, da Bruxelles ancora non è arrivato alcun provvedimento sanzionatorio, anzi, proprio nei giorni scorsi è stata richiesta una ulteriore proroga di sei mesi, a partire da fine ottobre fino ad aprile 2019.

La cosa ancor più sconcertante è la collaborazione a cui è costretta l’Italia, grazie alla brillante idea dell’ex ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che nell’aprile del 2016 si impegnò a ridurre il numero dei migranti bloccati a Ventimiglia. In seguito ai respingimenti, le persone vengono prese e trasportate nei centri di accoglienza nell’Italia meridionale. Le operazioni di trasferimento, oltre ad essere particolarmente onerose, sono inefficaci poiché i migranti hanno diritto a circolare liberamente sul suolo italiano, dunque dopo poche ore sono liberi di andarsene, pertanto, oltre al danno arriva anche la beffa. L’auspicio è che l’UE, invece di attaccare cocciutamente ed arbitrariamente i soliti noti, si attivi per condannare l’atteggiamento della Francia e sospendere i controlli alla frontiera.