Non è di certo una novità che l’UE, soprattutto da quando al governo c’è l’alleanza Lega – 5 Stelle, non abbia mai lesinato aspre critiche all’Italia, accusando a più riprese il governo di essere privo di scrupoli e di trattare i migranti alla stregua di bestie da macello per meri fini propagandistici. Un esempio su tutti, è dato dall’invettiva dello scorso giugno da parte del presidente francese Emmanuel Macron che aveva denunciato “il cinismo e l’irresponsabilità del governo italiano“, reo di essersi rifiutato di accogliere la nave Aquarius con a bordo 629 persone.

Il summenzionato fatto di cronaca – ma se ne potrebbero citare tanti altri – rende ancor più surreale, per non dire grottesca, la notizia che nel Belpaese, dal primo gennaio di quest’anno ad oggi, siano stati rispediti indietro dalla sola Germania ben 710 migranti, a fronte degli 857 sbarcati sulle nostre coste nello stesso periodo – dati del ministero dell’Interno tedesco, ripresi da Il Sole 24 Ore. A questa cifra, chiaramente, anche se in questo caso non vi sono numeri precisi, vanno aggiunti gli individui provenienti da Francia ed Austria, che rendono l’Italia la nazione europea con più immigrati da riaccogliere.

Questo fenomeno è reso possibile dal trattato di Dublino che garantisce la possibilità di ricacciare indietro tutti quei migranti che, dopo il fermo della polizia, risultano essere state identificati in Italia. Il numero dei “dublinanti” – così, data la città di origine del trattato in questione, sono stati rinominati coloro che subiscono l’espulsione e vengono reindirizzati verso il paese di primo approdo – supera dunque di gran lunga quello dei nuovi sbarcati, che negli ultimi anni è diminuito in maniera vertiginosa. Naturalmente, visto che tutto questo avviene nella piena legalità, non è possibile eccepire alcunché contro i paesi in questione.

Quindi, non resta che prendere atto, con amarezza, della situazione, nella speranza che un giorno il trattato di Dublino venga rivisto e modificato. Tuttavia, bisognerà tenere ben presente questi dati sui migranti quando arriverà, con la solita inesorabile regolarità, l’ennesimo attacco moraleggiante da parte di questi novelli Giano Bifronte, che non conoscono il significato della parola coerenza né, tantomeno, quello di vergogna. D’altronde è comodo fingersi buoni e caritatevoli quando non si è chiamati in causa in prima persona: vero, monsieur Macron?