La notizia è questa: nelle prime ore di sabato 8 dicembre, in una discoteca in provincia di Ancona, secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco, erano presenti all’incirca un migliaio di giovanissimi – prevalentemente tra i 14 e i 20 anni – accorsi lì in occasione del concerto del “trapper” Sfera Ebbasta, uno dei più promettenti fenomeni del momento. Ad un certo momento, alcuni testimoni riferiscono che un odore intenso, poi classificato come “spray urticante”, avrebbe generato in pochi attimi un fuggi fuggi generale:

“Stavamo ballando in attesa che cominciasse lo spettacolo di Sfera Ebbasta, quando abbiamo sentito un odore acre, siamo corsi verso una delle uscite di emergenza ma l’abbiamo trovata sbarrata, i buttafuori ci dicevano di rientrare…”

Durante la fuga, cinque ragazzi minorenni e la madre di una ragazza che aveva accompagnato la figlia al concerto, sono rimasti schiacciati dal passaggio furente della folla, la quale avrebbe causato il cedimento di due muretti esterni l’edificio. Cedimento che ha “intrappolato” fatalmente le povere vittime. Le autorità politiche hanno subito espresso cordoglio alle famiglie. Dal ministro dell’Interno Salvini al Presidente della Repubblica Mattarella, passando per il premier Conte, il coro unanime è stato: Non si può morire così”. Già, non si può morire così. Ma così come? Certamente si parlerà – lo si sta già facendo – delle condizioni di agibilità del locale. Pare, infatti, che il sovrannumero di persone presente nella discoteca Lanterna Azzurra, sia di gran lunga superiore a quanto immaginato; è importante, quindi, che venga fatta giustizia e vengano comprese le dinamiche che hanno portato alcuni tra i presenti a spruzzare dello spray al peperoncino. Ma davvero crediamo, con saccente prosopopea “democratica” e rigorosamente “liberale”, che ce la si possa cavare così? Davvero crediamo che non esista questione alcuna e che il problema reale dietro questa vicenda si limiti al cedimento esterno di due muretti? Le cronache dei tempi nostri, tristi e insipidi, racconteranno di morti “eroiche” in discoteca, avvenute al “calar del sole” – o meglio – “a notte inoltrata”, in locali che non assolvono nemmeno una funzione di svago, ma di semplice stordimento omologante, ascoltando un tizio che, già dal nome, ti fa venir nostalgia del “fronte russo” e che canta:

“Quanto sei porca, dopo una vodka […] sono una merda ragiono col cazzo oggi ti prendo domani ti lascio e bbasta!”

Dobbiamo riflettere se forse il problema non vada un po’ più in là del dito a cui i media si prostrano. La “luna” ci mostra il caos dei nostri tempi, il disimpegno da ogni compito, l’impermeabilità dinanzi a qualsiasi rapporto che trascenda i nostri istinti, la fluidità relazionale e l’incapacità delle nostre giovani generazioni a considerare la vita, molto spesso, come una lotta all’insegna del dovere. Diceva lo scrittore francese Paul Claudel:

“La gioventù non è fatta per il piacere, ma per l’eroismo”

Solidarietà alle vittime ed ai feriti. Nessuna solidarietà ai finti ciechi ed ai cattivi maestri del nostro tempo!