Anche Spotify si è unito al club dei “Giganti di Internet”, che accumulano profitti in un determinato territorio ma pagano le tasse altrove, e meno sono meglio è. Per Giove! Un esito assolutamente imprevedibile di questa globalizzazione. Ma chi lo avrebbe mai detto. La buona notizia è che, perlomeno, Spotify é una compagnia Svedese. A partire da un certo punto in poi (diciamo 2007), complice la mancanza di regolamentazione da un lato, e le possibilità tecnologiche dall’altro, è stato permesso ad alcune compagnie, al 99% statunitensi (peraltro protette da leggi sui brevetti differenti da quelle europee), di fare affari in Europa. Queste fanno una spietata concorrenza alle realtà locali e minano seriamente alla base l’IT europeo. Aziende leader di settore, come la Nokia, sono praticamente scomparse, il commercio al dettaglio (e le relative famiglie impegnate, con i loro relativi consumi) è stato strangolato dal commercio online, le case discografiche falliscono (questo potrebbe anche considerarsi un bene) e i dati che viaggiano su whatsapp non sono protetti dagli stessi obblighi che lo stato impone ad una compagnia telefonica concessionaria della rete. A fronte di tutto questo l’Europa, la mitica Europa, ha permesso che, in base alla sua stessa legislazione, tali Giganti non pagassero le tasse sui territori dove venivano realizzati i profitti. Non ha neanche attuato una (minima) difesa dei dati e della privacy dei propri cittadini (e imprese), sia esplicitamente (i server di internet stanno tutti in USA, i.e. internet si può letteralmente spegnere dagli Stati Uniti), sia meno esplicitamente (internet è infatti una groviera di backdoor* al servizio della NSA – quella guidata da un tizio che si era fatto costruire l’ufficio identico alla plancia di comando della Enterprise). E, mentre succedeva tutto questo, curiosamente ed in men che non si dica, avere un i-phone con abbonamento a internet e millemila gigaminutiluce, era piú conveniente che continuare a ricaricare il vecchio 3310.

Mentre i giornali si riempivano, giorno dopo giorno, di notizie su facebook, apple, twitter, amazon, google, uber, tesla, Bezos, Zuckerberg, Jobs o Gates (quello che fa beneficenza), fornendo a questi colossi pubblicità gratuita, l’intera magistratura si scordava in toto del concetto di dumping** o “prezzi predatori”, e permetteva ad aziende straniere di lavorare in perdita, prendendosi il mercato con politiche di competizione sui prezzi. Senza esigere le tasseTutti sanno che due cose sono certe: la morte e le tasse. E su quest’ultimo argomento i governanti sono sempre stati molto sensibili. Su tutto il resto volano fiumi, oceani, universi interi di retorica, ma sulle tasse no. Sulle tasse sono tutti serissimi e arcigni, solidi come un cilindro di plutonio. E, inoltre, sappiamo perfettamente che il potere di lobby che ha l’élite di una società sulla macchina statale è assai maggiore a quello delle classi medie e popolari. La classe industriale-imprenditoriale di un paese ha, notoriamente, sia la forza che l’interesse per approvare modifiche legislative a sua tutela. Questo avviene, normalmente, anche quando tali modifiche non sono nell’interesse della collettività. Ma allora, perché non è avvenuto in un momento in cui sarebbero state sacrosante? La moderna stampa (intesa come l’insieme di tutti i mezzi di comunicazione, inclusi gli artefatti social network) è una macchina che crea enormi quantità di fumo da sparare dritte negli occhi della gente. Eppure, gli argomenti rilevanti a cui guardare sono pochissimi: l’economia (specificamente: l’avere o non avere industrie), dove si muovono gli eserciti e a chi sparano, e la religione (intesa come assalto alla morale, al nucleo sacro della civiltà cristiana – piaccia o no questa definizione – alla cui morte nessuna civiltà è mai sopravvissuta). Quanti soldi siano eventualmente passati sottobanco e a chi, purtroppo, non è dato sapere.

Inoltre, a tutto ciò si è affiancato un fenomeno sociale che si potrebbe definire come “l’infantilizzazione degli adulti”. Chi ricorda il mondo di prima, sa perfettamente che cose come gli sms o facebook (la tecnologia cosiddetta “frivola”) erano considerati dagli “adulti” (ovvero dalle persone sopra i 30 anni) alla stregua di giochi, poco seri e del tutto inadatti alla loro vita sociale, più complessa e tradizionale. Poi è saltato tutto e, in men che non si dica, ci siamo ritrovati con il Presidente degli Stati Uniti d’America che parla di guerre su twitter.

 

*Una backdoor (“porta di servizio”) è un metodo per aggirare la normale autenticazione in un prodotto. Si tratta di un sistema informatico, un crittosistema o un algoritmo. Le backdoor hanno la funzione principale di superare le difese imposte da un sistema, al fine di accedere in remoto a un personal computer, ottenendo, per mezzo della crittografia, un’autenticazione che permetta di prendere il completo, o parziale, possesso del computer “vittima”.

 **Dumping (“scaricare”) è un anglicismo, utilizzato nel settore dell’economia, che definisce la procedura di vendita di un bene o servizio all’estero ad un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita o produzione originale, al fine di conquistare un nuovo mercato.