Notizie di questo tipo hanno la caratteristica di passare inosservate. Passano nel quasi-silenzio, in sottofondo, senza fare scandalo o peggio, lasciando il gusto dello scandalo o della voce critica a delle false minoranze pseudo contro-culturali, e al loro mestiere di controfigure della modernità. Non è così per chi scrive, e probabilmente nemmeno per chi legge, noi siamo parte di questo mondo e parte del problema. Il che rende più semplice la sua soluzione, o perlomeno la comprensione dello stesso. La nuova legge che può essere considerata come prodotta, pensata e firmata dal progressismo contemporaneo (New York è governata dai Democratici ad ampia maggioranza, soprattutto culturalmente) permetterà agli adulti che lo desiderano di cambiare l’indicazione del loro sesso sui documenti ufficiali e ai genitori di poter selezionare questa, come potremmo definirla, terza via sessuale, sui documenti dei loro figli, poi liberi di scegliere una volta raggiunta la maggiore età con quale sesso essere registrati. Una X, che fa correre la mente all’omonima generazione protagonista degli anni Novanta. Liberi Di Scegliere. Le parole scorrono sulla tastiera, e sembrano uscire dall’ennesima pubblicità progresso, o semplicemente dall’ennesima pubblicità.

Uno schiavo che non conosce l’alternativa alla propria schiavitù è Libero-Di-Scegliere? L’ampiamento dei nostri margini di libertà in chiave consumistica in ogni ambito dell’esistere ci ha reso più felici? Non si tratta di una domanda retorica, ma dell’unica domanda che ha senso porsi. Quando alla Generazione X fu fatto trangugiare quel composto ideologico-culturale fatto di alienazione e frustrazione ci misero dentro un elemento che si rivelò letale col passare dei decenni : la passività. E con la passività sociale ci passò dentro quella culturale, che oggi è metastasi e problema di primaria importanza, per chi vuole pensare un modello di società alternativo. Il Capitalismo contemporaneo, che prepara l’avvento all’età della Tecnica, informa culturalmente gli individui: non esistono né limiti, né definizioni. E’ un processo antico, iniziato con la definizione pulsionale dell’uomo data da Hume e perfettamente sintetizzabile in quanto detto da Focault : La natura umana non esiste. Il secondo Novecento sferrò l’avanzata finale a tutto quanto è biologico, fisiologico, naturale. Il corpo limita: si ammala,corrompe, logora e, sacrilegio, perfino muore. L’intelletto, o quelle che ne rimane, devono guidarlo e avere l’ultima parola. Dall’ ”ascolto del corpo” di Jungeriana memoria siamo passati al predominio intellettualistico dello stesso, con le dovute spruzzate di parossismo, e di grottesco. Chi scrive è un uomo, che scrive per uomini e donne, che spera in un movimento di differenziazione che non scada nella contro-omologazione, nel “fascismo degli antifascisti” in salsa moderna o cyberpunk. Chi scrive è un uomo, che non ha avuto, ringraziando Dio, la loro stramaledetta libertà di scegliere.