Porto di Catania, 22 agosto 2018, gli immigrati non sbarcano; il governo del popolo alza la testa, un NO coeso valica le Alpi, arriva in Germania, in Francia, a Bruxelles; la terza potenza d’Europa pretende rispetto dall’unione che ha fondato. Il governo Merkel indebolito da questioni interne, è pacato nei toni; Macron non si azzarda ad usare un altro vomitevole, nessuno fa più la voce grossa con l’Italietta, il governo francese e quello tedesco hanno capito chi è Salvini. In quelle giornate concitate il ministro dell’interno fa quello che ha sempre fatto, appare, e lo fa in streaming. Salvini è calmo, sicuro, determinato; gesticola come solo gli italiani sanno fare, e in pochi minuti mette a nudo le malcelate ipocrisie dell’unione Europea. La verità è palese: nessuno vuole accogliere gli immigranti irregolari, ce ne sono troppi e a quanto pare l’integrazione non è solo una questione di antirazzismo.

L’Italia del 22 agosto è un mosaico di contrasti, la sinistra radicale di area boldriniana continua imperterrita a gridare al fascismo, al razzismo, alla disumanità, ma sono ormai in pochi a riconoscersi nello chic rosso di chi abita in centro, lontano da quei quartieri in cui lo Stato non esiste e gli stranieri chiedono ad ogni passante: a posto amico? Bizzef fumo amico, molto buono amico, vuoi coca amico? Nell’Italia del 22 agosto sono pochissimi a riconoscersi nella sinistra di Vauro che qualche mese prima in diretta tv si era rifiutato di parlare con Salvini perché considerato fascista e xenofobo. In Italia, il 22 agosto 2018, nessuno segue i proclami di Saviano, che oltre a una immigrazione senza limiti e frontiere vorrebbe una rivoluzione adolescenziale condotta dagli immigrati e dagli italiani, insieme, per una società più giusta. Nel mosaico del bel paese l’estrema destra, l’acerrimo nemico dello chic rosso, quella che non sfiora neppure la percentuale per entrare in parlamento quasi non si sente. Però il 22 agosto c’è il PD, i maestrini, quelli del pensa positivo che il PIL cresce, quelli del “ce lo chiede l’Europa”, quelli che passano il loro tempo tra lo spritz e lo spread e che nei quartieri del bizzef fumo non li si vede mai. Chi ha fatto entrare centinaia di migliaia di immigrati senza saperli gestire, chiede in tono serio le dimissioni di Salvini perché incompetente, pare che oltralpe l’antifona l’abbiano colta un po’ meglio. Nei giorni seguenti la situazione si sblocca, i migranti scappano dai centri di accoglienza, l’Europa ne chiede l’arresto e il nostro ministro dell’interno viene indagato per sequestro di persona. Sta per finire un agosto incredibile in cui è caduto un ponte, si sono chiusi porti, e l’Europa è rimasta col fiato sospeso.

Roma, 1 Novembre 2018, viene recapitata una busta al ministro degli interni, c’è l’esito delle indagini. Salvini decide di aprirla in pubblico, via streaming naturalmente; sembra di essere a C’è posta per te, seguono 25 minuti di puro surrealismo. Il ministro veste una polo nera, eh già, pare proprio che stia trollando lo chic rosso di chi ha bisogno del fascismo per esistere. Per quelli che ragionano, per quelli che sono interessati ai contenuti e alle proposte, o per chi vive in periferia ed è stanco di essere bollato come razzista perché vorrebbe l’espulsione di chi sbaglia, è un divertimento senza fine. È vero, è da bulli trollare chi certe cose non le recepisce, ma non è bello insultare chi una certa immigrazione alla bizef fumo la vive quotidianamente. Salvini inizia la solita campagna elettorale, parla del suo progetto per l’Africa, quello che la sinistra non ha mai fatto, gesticola e gesticola, ringrazia Bolsonaro (e per chi ragiona c’è da preoccuparsene seriamente) e poi, col fare gradasso di chi a scuola conosce la risposta, apre la busta: l’indagine è stata archiviata. Da questa lunga vicenda si comprende che la libertà di pensiero, quella vera, non è credere che Salvini abbia sempre ragione o sempre torto, quello è un pensare infantile, è un ragionare a basso consumo; la libertà vera è fare fatica, è andare controcorrente, è essere pronti a dire in questo ha ragione e in questo sbaglia, la libertà vera è un millenario divieni ciò che sei, oltre schemi preimpostati e catene ideologiche.