Rolling Stone dice addio alla sua edizione cartacea e non c’è nulla da ridere. Si tratta soltanto dell’ultimo di tanti segni che confermano una spaventosa tendenza, oramai generalizzata, tra gli italiani: la preferenza verso la lettura di riviste di destra, retrograde, oscurantiste, megafoni che trasmettono in maniera costante, 24 ore su 24, la propaganda del populismo nero. Una platea di 437mila lettori, stando ai numeri della pagina ufficiale Facebook, non è servita ad evitare il dramma: hanno vinto l’ignoranza, la diffidenza, l’omofobia, il patriarcato etero-leghista, il rossobrunismo.

Eppure, Rolling Stone ci aveva messo in guardia, numerose volte, nei modi più disparati, ma non abbiamo voluto dargli ascolto e adesso, proprio come titolato alcuni mesi orsono, siamo tutti complici della deriva autoritaria in corso nel Bel Paese. In realtà, come spiega l’editore Luciano Bernardini de Pace, Rolling Stone non arretra di un centimetro e non si piegherà al drammatico calo delle vendite del mensile cartaceo. In realtà non c’è alcun calo, anzi le vendite sarebbero in aumento, il vero motivo del blocco delle stampe sarebbe parte di una strategia a basso impatto ambientale, mirante all’egemonizzazione dell’editoria virtuale e della comunicazione digitale, che noi fatichiamo a comprendere.

Eppure, non tutto è perduto: perché la rivista più amata dagli italiani, grazie ai suoi editoriali da premio Pulitzer e i suoi toccanti appelli alla lotta contro l’analfabetismo funzionale tipico delle classi medio-basse, prime colpevoli del neofascismo dilagante (perciò preghiamo per un ritorno al voto censitario), può ancora sperare nel soccorso delle forze del bene. Nel recente passato, Rolling Stone ha infatti elogiato due martiri dell’antipopulismo, capifila della guerra contro le forze demoniache del Kali Yuga e punti di riferimento per tutti coloro che difendono la giustizia sociale e i valori liberaldemocratici della superiore civiltà occidentale, ossia Matteo Renzi, “The Young Pop”, e la Chiesa di Satana del noto filantropo Anton LaVey. È possibile che renziani e satanisti, questi ultimi dipinti come “un baluardo di democrazia e buonsenso”, possano unirsi e formare un fronte pro-Rolling Stone per combattere, e magari, sconfiggere i rossobruni? Sì, è possibile, oltre che auspicabile.

Non possiamo lasciare che il paese cada nelle mani di chi tifa per gentaglia come Bannon, Putin, Salvini, Trump, Le Pen, Orban, e di chi condivide bufale complottiste ed antisemite su quel benefattore popperiano-wallstreettiano che è George Soros, che poi sono gli stessi sciagurati che hanno accolto favorevolmente la Brexit – ottenuta grazie ai voti di anziani che vorrebbero tornare al Medioevo ed operai tanto sottopagati quanto bigotti, oramai è noto. Il mondo ha bisogno di Rolling Stone: correte in edicola e comprate una copia per ogni membro della famiglia (tre per chi è di tendenze rossobrune), regalate abbonamenti per San Valentino alla vostra dolce metà, create dei profili fasulli ed aumentate il numero dei mi piace e dei seguaci su Facebook, Instagram e Twitter. Non siate complici!