Si premette, che l’evento pubblico in questione è già stato cancellato per proteste e ovvi fraintendimenti. Tutto nasce dalla mente di un anonimo ragazzo, noto alle cronache essendo uno dei componenti di un gruppo musicale, un complesso divenuto famoso per aver partecipato ad un docu-reality del 2006, girato a Barcellona e presentato da Fabio Volo, il che ci permette già di capire il livello culturale in cui ci ritroviamo a sguazzare. All’interno del Santeria Social Club di viale Toscana a Milano, vasta area in concessione dal comune, si voleva inaugurare il 13 dicembre una mostra che fin dalle prima ore di presentazione aveva fatto storcere molti nasi. “Porno per Bambini” il titolo del controverso evento, se non che dopo qualche ora, si è subito corsi ai ripari specificando che questo in realtà è il nome d’arte dell’anonimo artista, non del progetto e delle tematiche in esso contenute. Davvero poco credibile, non trovate? In una intervista, il poco sveglio vignettista ha fornito numerose informazioni che sarebbero state di lì a poco smentite dai fatti e dalla logica etimologia delle parole stesse.

Il ragazzo afferma che molte persone infuriatesi con lui: “[…] purtroppo hanno veramente pensato che questi disegni fossero rivolti al mondo dei bambini”. Sai com’è, se chiami l’evento così ci sarà pure un senso no? Invece no, perché a ben guardare, i disegni, non sono assolutamente per bambini, pur ricordando molto le caricature che si facevano fra bagni e banchi di medie e liceo; inoltre, non si potrebbero neanche definire veramente pornografici, quanto piuttosto poveramente e puerilmente sessuali. Insomma, siamo ben distanti dagli affreschi di Pompei o dalle esplicite stampe Giapponesi a sfondo sessuale – Shunga del periodo Edo –; purtroppo ad oggi, ci tocca questa paccottiglia. L’anonimo disegnatore ha poi affermato che i bambini “non c’entrano niente”, alludendo sia alla omonima pagina di facebook chiusa recentemente, che al progetto a sé stante. Pare evidente o un errore in malafede, o uno strafalcione dettato da imbecillità, ciononostante, un parental advisory explicit content di gusto tutto statunitense, era stato inserito nella locandina dell’evento. Dall’altra parte dello steccato in risposta, si sono subito riversati i soliti liquami di certi ambienti partitici e politici, da sempre estranei all’approfondimento dei fatti e all’analisi dei contesti.

In molti hanno sbandierato il pericolo della pedopornografia, un problema che trasversalmente, dagli ambienti LGBT fino alle secrete stanze vaticane, risulta radicato, tuttavia, riconoscendo una attiva e presente deriva culturale di questo tipo, in cui la genuinità fanciullesca viene trasformata in passione carnale e pacchiana sfarzosità da drag queen, in questo caso possiamo tranquillamente smentire. L’evento è stato presentato pessimamente – non essendo rivolto ad un pubblico di minori –, l’anonimo disegnatore poteva scegliere un nome d’arte più congeniale e visto che c’erano, i responsabili del Santeria potevano dare un vero titolo alla mostra, visto che a quanto pare non ne aveva di visibili o conoscibili neppure sulla locandina: disegni sessuali caricaturali, vignette osé da adolescenti, illustrazioni satiriche per adulti, insomma vedete voi. A differenza delle indignate trombe e trombette, qui non si è subito alcun cortocircuito. Noi altri, constatando la penosa incompetenza – o maliziosa intenzione – degli organizzatori, la sostanziale inutilità della mostra, visto che trattiamo di disegni infantili di un signor nessuno, non vediamo né bambini né pornografia in tutto ciò, ma solo tanta ributtante zoofilia, denigrata omosessualità e incalcolabile banalità; inutilità artistica che fagocita nullezza culturale. Cercando di evitare incomprensioni simili per chi tira stupidamente in ballo i fanciulli e spronando gli indignati del momento a capire ciò che – forse – hanno letto in merito, invitiamo se mai ad una sana e ben posta educazione sessuale, quella sì utile a far capire il meraviglioso mistero che scaturisce dall’atto fisico più censurato di sempre.