Il patron di Ryanair Micheal O’Leary cerca di mettere la parola fine ai pasticci successi nelle ultime settimane alla compagnia irlandese. Con l’ultima lettera di scuse, promette stipendi più alti, turni di riposo più lunghi e altri benefici generali; insomma un buon aumento delle condizioni di lavoro. Basterà questo a ricucire lo strappo con quei piloti che stufi delle condizioni lavorative sono fuggiti ad altre compagnie? Forse si, forse no. La levata di scudi da parte di una parte dei piloti sembra continuare: c’è chi ritiene delle “semplici scuse” non sufficienti, e comunque non essere quello il punto della questione. Anzi, c’è chi adesso chiede di poter istituire un sindacato interno a Ryanair – cosa davvero impensabile solo qualche anno fa – per poter vedersi garantire i propri diritti o quanto meno di veder riconosciuti gli ERC (Employee Representative Committees) come veri e propri organi di rappresentanza.

A discapito di tutte le questioni di merito relative all’ormai ex mito lowcost, la controversia risulta molto importante per plaudere di una prima fondamentale vittoria del Lavoro contro il Capitale. La boutade neoliberista da anni vive e sopravvive sulla continua pressione al ribasso del livello dei salari e sulla compressione dei diritti sociali, con la retorica del meno Stato, più mercato. La vittoria dei piloti Ryanair su condizioni di lavoro relativamente peggiori rispetto a tutte le altre compagnie aeree rappresenta un primo passo importante per scardinare un sistema di sfruttamento incentrato sulla flessibilità assoluta dei salariati.

Così il buon O’Leary ha dovuto cedere e scusarsi per promettere salari e condizioni lavorative meno stressanti. Ma non finirà qui, visto che i piloti non si ritengono soddisfatti dei ludi cartacei del padrone e minacciano nuovamente battaglia. Dopo anni di continuo e persistente attacco al mondo del lavoro è salutare vedere una reazione finalmente vittoriosa dei dipendenti, con la speranza che non sia l’ultima. Ancora una volta Marx si dimostra profondamente attuale: l’economia moderna continua ad essere basata sulla lotta di classe, ad oggi stravinta dai capitalisti mercé il tradimento vigliacco dei partiti e dei sindacati operai. Piloti di tutti i paesi, unitevi!