Le settimane del post-elezioni sono state lunghe e segnate da alti livelli d’incertezza politica: sembrava che in Italia nulla si potesse smuovere. Ma dopo un 23 marzo inaspettatamente intenso, in cui la “prova di tradimento” della Lega a Forza Italia non ha fatto altro che alimentare il conflitto interno nel Centrodestra, il 24 marzo arriva finalmente un accordo definitivo: Roberto Fico (M5S) Presidente della Camera e Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI) Presidente del Senato. Salvini ha giocato una strategia molto rischiosa ma definitivamente vincente: il braccio di ferro con Berlusconi è servito a riequilibrare giustamente i rapporti di forza all’interno della coalizione, aprendola così alla possibilità di accordarsi con i pentastellati. Movimento 5 Stelle e Lega sono riusciti a sbloccare l’Italia dall’impasse politico.

A questo strategia assolutamente condivisibile, non sono mancate quelle vocine pettegolanti di chi – affranto da una sconfitta miserevole – se ne sta nelle retrovie del Parlamento senza alcuna capacità d’influenzare il gioco politico. Il Partito Democratico infatti non si contiene e, nel buffo tentativo di simulare già da adesso il ruolo di opposizione, urlano dalla tribuna degli spettatori cori tremolanti contro il Movimento 5 Stelle: “anche voi fate i compromessi con Berlusconi! Siete incoerenti!“.

Ancora una volta il Partito Democratico mette in moto quella presuntuosa e mediocre retorica che gli ha fatto prendere il 19% e perdere 2 milioni e mezzo di voti. Ancora una volta il PD vorrebbe sedere dalla parte della ragione, dopo che innumerevoli volte si è accomodata spavaldamente dalla parte dei compromessi indecenti. Si dà il caso che la causa scatenante dell’impasse politico e del conseguente accordo a cui sono giunti Lega e 5 Stelle, è stata una legge elettorale orrenda, partorita dal democratico Ettore Rosato. Una legge eletorale volutamente schifosa, perché il suo scopo era proprio quello di alimentare l’inciucio.

In ogni caso, il Movimento 5 Stelle non ha fatto nessun compromesso con Berlusconi: la Lega ha disatteso la volontà di B. rispetto alla candidatura di Paolo Romani (FI) al Senato; in questo passaggio il Movimento 5 Stelle ha sostenuto il gioco della Lega proprio perché voleva scontentare B. e Forza Italia. Successivamente, la Lega si è accordata su un altro nome: Casellati (FI), che per quanto non piaccia ai pentastellati, rappresenta il cambio di egemonia ed una variazione dei rapporti di forza all’interno del Centrodestra. Pertanto: in primo luogo, non è stato fatto nessun favore a Berlusconi, perché le sue decisioni sono state disattese ed è stato così costretto a scendere a compromessi con tutta la sua coalizione; in secondo luogo, il Movimento 5 Stelle ha dialogato solo con la Lega, inducendola a mettersi contro Forza Italia e facendole sfiorare il conflitto definitivo.

Dove sarebbe in tutto questo il compromesso tra M5S e Berlusconi? Assolutamente inesistente. La scialuppa piddina si inabissa sempre di più a colpi di retorica inefficace, narrazione petulante e svergognata incapacità di stare veramente in silenzio. La loro straordinaria attitudine a parlare del nulla riflette lo stato d’ansia prodotto dalla loro marginalità e irrilevanza politica attuale.

Ma al di là di questo chiacchericcio dal tono scandalistico, usato inefficacemente dal Partito Democratico più volte nel corso della campagna elettorale di queste elezioni, occorre dire una cosa: Movimento 5 Stelle e Lega hanno affrontato la situazione nel modo migliore possibile. La Presidenza delle due Camere è stata affidata alle due maggiori forze politiche, le quali proprio a causa della legge elettorale, possono essere considerate entrambe vincitrici di questa tornata elettorale.