Un centro-sud Italia nettamente fuori dalla linea di governo, con Napoli e Palermo a dare un chiaro segnale di “resistenza” nel Mezzogiorno. Sono le parole dei tre sindaci a far riflettere poiché secondo loro la legge violerebbe i valori della Carta Costituzionale e risulterebbe pertanto “disumana“. Eccola, la parola tanto cara alla sinistra democratica: umanità. Non si riesce a capire cosa sia questa umanità di cui parlano, bisognerebbe chiedere loro quali siano i parametri per rientrare in questa categoria. Sarebbe opportuno domandare ai Dem se distruggere decenni di legislazione sul lavoro con una riforma sia cosa umana. Allo stesso modo, è forse il caso di chiedere ai paladini dell’immigrazione e della solidarietà “a tutti i costi” cosa ci sia di umano nell’ospitare in maniera totalmente disorganizzata per anni profughi e migranti economici provenienti da ogni dove, lasciandoli al bivacco o abbandonati a sé stessi.

I “disobbedienti” farebbero un piacere a loro stessi (e a noi) capendo che l’integrazione di persone straniere non avviene semplicemente facendoli sbarcare nei tanto cari “porti aperti”. Il solo sbarco serve a nulla, ha solo un valore simbolico ed è privo di spessore politico. Millantare l’apertura dei porti senza un programma rigido di accoglienza, cioè il modus operandi dei governi della scorsa legislatura, serve solo a creare disagio sociale sia per gli italiani che per gli stranieri.

Come sempre infatti la solidarietà della sinistra avviene solo ed esclusivamente in chiave elettorale: la tensione delle europee si fa sentire, è bene creare un fronte antipopulista ripartendo dal Sud, sicuramente più appetibile al livello di voti in confronto alle roccaforti della Lega al centro nord.  Si tratta dunque di pura propaganda senza un vero progetto politico di inclusione di stranieri nella nostra società. Manca oltretutto un esponente della sinistra che parli anche solo lontanamente di ricostruzione delle strutture di base in Nord Africa per ridurre le partenze.

Inoltre, lo schieramento in prima linea per la causa migrante, paragonato alla pressoché totale accettazione dello stupro dell’art. 18 e alla promulgazione del job’s act, confermano ufficialmente l’abbandono della tutela dei lavoratori a favore delle battaglie per le minoranze. Dalla lotta di classe alle battaglie orizzontali, un tradimento totale dell’elettorato di base comunista nonché delle idee fondanti di tale ideologia.

La cosa più spaventosa, infine, è la normalizzazione in atto del fenomeno migratorio. La partenza dei migranti dalla propria terra è ormai data per scontata, assimilata come un’ordinaria abitudine. È normale sentire di navi erranti per il Mediterraneo, è normale sentire di tragedie, di naufraghi. La grande vergogna si materializza poi assistendo alla gara a chi è più buono, con il De Magistris di turno che costruisce consenso sulla solidarietà propagandistica, sostenendo di accogliere le navi contro il volere del Ministro cattivo. Di come si è arrivati a tanto e di soluzioni o proposte reali e durature per il futuro, neanche l’ombra.

L’importante, a quanto pare, è dimostrare di restare umani, di fronte al cinismo populista. Lo stesso cinismo che, celato dalla maschera buonista, considera un gommone di disperati solo merce da vendere per la propria propaganda.