Che le ONG, spesso, non siano mosse soltanto da scopi umanitari è una fatto risaputo ma, nel caso della Advocates Abroad, la realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione. In questi giorni, infatti, è uscito un video, girato dalla giornalista canadese Lauren Southern, in cui si può vedere la direttrice dell’associazione umanitaria operante in Grecia, Ariel Ricker, mentre parla apertamente – il filmato è stato girato di nascosto – dei metodi utilizzati per aiutare i migranti ad ottenere asilo politico.

La Ricker racconta come l’organizzazione da lei presieduta programmi dei corsi per istruire i migranti su cosa dire e come comportarsi per ottenere più facilmente lo status di rifugiato. “Spiego loro che devono recitare, che tutto ciò è teatro”, afferma la direttrice che, subito dopo, illustra come insegni a fingere dei traumi inesistenti, all’occorrenza simulando crisi di pianto o vomitando. Fra le specialità della casa, ovviamente, non può mancare il richiamo alla fede. Oltre ad insegnare – con pie intenzioni, s’intende – le preghiere, non viene tralasciato nemmeno il calendario religioso, indispensabile per ogni buon devoto: “Gli agenti, certe volte, domandano: ‘Quali sono le tue vacanze preferite?’ E alcuni  rispondono semplicemente ‘il Natale’. Noi spieghiamo che tale risposta non è sufficiente. Devono dire anche che è il 25 dicembre, data della nascita di nostro Signore”.

La caritatevole scuola di teatro è stata varata per imbrogliare e far muovere a compassione gli agenti di frontiera, deputati a interrogare questi attori in erba. Chiaramente, con il loro comportamento, i volontari della Advocates Abroad non mostrano alcun rispetto per chi le privazioni ed i traumi causati dalla guerra li ha vissuti davvero. Ma che importa, la cosa fondamentale è fregare quei “fottutamente stupidi agenti” che altro non conoscono se non ciò che è scritto sul loro manuale.

La ONG in questione, a cui secondo la giornalista che ha eseguito il reportage sarebbero legati anche alcuni parlamentari inglesi, ha inizialmente cercato di minimizzare l’accaduto dichiarando che le registrazioni sarebbero state pesantemente modificate. Poco dopo, però, le pagine social della Advocates Abroad, che su facebook contava 138mila “mi piace” sono risultate irraggiungibili, a conferma del devastante colpo assestatole.