«On this holy weekend for many faiths, we must stand united against hatred and violence. I’m praying for everyone affected by today’s horrific attacks on Easter worshippers and travelers in Sri Lanka», twitta compunta Hillary Clinton e le fa eco, con tono di accorato rammarico, il suo collega democratico Barack Obama: «The attacks on tourists and Easter worshippers in Sri Lanka are an attack on humanity. On a day devoted to love, redemption, and renewal, we pray for the victims and stand with the people of Sri Lanka».

Tutto meraviglioso: l’indignazione verso un atto di violenza così terribile, la partecipazione al lutto che ha ferito lo Sri Lanka, la vicinanza alle vittime. C’è un solo dettaglio che non è sfuggito ai lettori più attenti – ma anche a quelli meno attenti, per la verità: chi sono questi fantomatici «Easter worshippers», che in italiano potremmo chiamare «adoratori della Pasqua»?

Mano poggiata sul mento, lo sguardo vaga interrogativo. Si tratta forse di una qualche simpatica setta indiana? Potrebbe starci. Ce li vediamo mentre organizzano cacce rituali alle uova, rigorosamente pitturate con misteriose iscrizioni esoteriche, e venerano con devozione il loro animale totem, il coniglio naturalmente. Probabilmente sono originari dell’isola di Pasqua e sono approdati in Sri Lanka dopo un grande esodo collettivo di massa. Chissà quali epiche avventure avranno mai vissuto in questa spettacolare emigrazione!

Purtroppo non è il caso di far correre la fantasia, anche se sarebbe molto divertente. La triste realtà è che la nostra simpatica setta conta al mondo 2,3 miliardi – sottolineiamo: miliardi – di fedeli: si chiamano cristiani. Sì proprio quelli lì, che adorano un Dio che si è fatto uomo, che è stato messo a morte e il giorno di Pasqua è risorto; un Dio che, immaginiamo noi, un qualche impatto dovrà pur averlo avuto se la storiografia ha sentito tradizionalmente la necessità di far coincidere il cosiddetto anno zero con l’anno della nascita di Cristo.

Eppure Obama e la Clinton, in nome di un non ben precisato politically correct, il termine “cristiani” lo hanno direttamente espunto dalle loro dichiarazioni, commettendo, oltretutto, un marchiano errore linguistico! Tutti adoriamo le feste – Pasqua, Natale, chi più ne più ha ne metta – ma da qui a farne oggetto di devozione religiosa ce ne passa! Le feste sono fatte per adorare qualcuno, non per essere adorate. Non c’è da stupirsi se il popolo di Twitter è insorto indignato.

Aspettiamo con ansia i tweet di aggiornamento a seguire, in cui si dichiari, magari, che artefici dell’attentato sono i famigerati “adoratori del ramadan”.