Quella appena trascorsa doveva essere una notte portatrice non solo di consiglio, ma anche di decisioni: purtroppo così non è stato. Alla Commissione Europea, infatti, sono ancora ore calde per la nomina del successore del lussemburghese Jean-Claude Juncker – in carica come presidenza dall’1 novembre 2014 – non essendovi unanimità tra gli Stati. Il nome più vicino al seggio in questione è certamente quello dell’olandese Frans Timmermans, attuale primo vicepresidente. Ma, se da una parte questi può contare sull’appoggio della cancelliera Angela Merkel, dall’altra è ancora forte l’opposizione del sostanzioso gruppo dei Popolari Europei e dei Paesi del Visegrad, oltre alla recentissima notizia della netta contrarietà di ben undici dei 28 paesi europei.

Le strade che, a questo punto, sembrano delinearsi sono piuttosto impervie. Innanzitutto l’asse Franco-Tedesco è contrario a un’elezione segreta sul nome di Timmermans, mentre Polonia e Italia si sono espresse favorevolmente. Inoltre vi sono fronti opposti anche sul criterio degli “Spitzenkandidat”, cioè sul fatto di mantenere fede o meno ai nomi fatti in campagna elettorale riguardo tale nomina (criterio adottato solo alle scorse elezioni e che manca di ogni validità legislativa): il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si dice, infatti, più favorevole ad adottare una certa flessibilità per dare un “maggiore equilibrio generale”. Ma la Germania sta già pensando, in questa ottica, al nome di Manfred Weber, attuale capogruppo del PPE e in carica in commissione per Giustizia e Affari interni che Francia, Olanda e Spagna sarebbero pronte a sostenere. Riguardo a Weber, però, il Governo Italiano è piuttosto scettico: il tedesco, infatti, sarebbe già pronto a proseguire sulla falsariga del predecessore Junker, mentre il socialista Timmermans, per quanto legato alle regole in auge, adotterebbe quasi sicuramente una linea più morbida.

Ad oggi non si conosce, quindi, nessun nome certo, tanto che, probabilmente, si dovrà aspettare il 15 luglio per una decisione definitiva. Nel frattempo si delineeranno tutti i possibili candidati alla Commissione e all’Eurocamera e si lotterà, giorno dopo giorno, per la spartizione delle principali cariche nelle istituzioni dell’Unione. Per queste caldissime poltrone si sono già proposte alcune candidature come Kristalina Georgieva (CEO della Banca Mondiale) alla Presidenza del Consiglio Europeo o Charles Michel, attuale premier Belga, come Alto rappresentante UE.

Il nostro Governo spera di ottenere una carica di peso per i prossimi 5 anni a Bruxelles, meglio ancora sarebbe se si trattasse di una poltrona economica: resta ancora da sciogliere, infatti, sia il nodo sulla trattativa riguardo la procedura di infrazione, per la quale, comunque, le parti si ritengono ottimiste, sia quello sulle future manovre economiche promesse da Salvini. Giuseppe Conte lascia spazio, dal canto suo, a qualsiasi nome, purché sia una “forte personalità, che sappia interpretare questo momento critico per l’Unione e contribuire a costruire un’Europa più forte e solida”.