Questa vicenda dei porti, dei sindaci e di Salvini è paradigmatica del perché la sinistra stia scomparendo in questo Paese. Questi sindaci, che ormai si muovono in campagna elettorale, intanto non hanno le prerogative, perché l’apertura dei porti è competenza del ministero delle Infrastrutture. Avete visto qualche sindaco di pseudosinistra rompere il patto di stabilità e i vincoli del pareggio di bilancio voluti dall’Unione Europea o, per esempio, aumentare il numero dei dipendenti comunali in modo da risolvere problemi concreti di lavoro e di utenza nel proprio Comune? No. Avete mai visto questi sindaci fare delle battaglie contro i grandi gruppi immobiliari che hanno decine di migliaia di alloggi sfitti, che consentono l’oscillazione del mercato degli affitti e delle case? No. Questi sarebbero stati veri sindaci di sinistra, che, in base alle loro prerogative, avrebbero potuto fare delle scelte politiche ammissibili anche dal punto di vista legale e non fare solo della fuffa.” Le succitate dichiarazioni, rilasciate nei giorni scorsi durante una trasmissione su La7 da Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista, hanno restituito la speranza di trovare nella desolata galassia della sinistra italiana forme di vita intelligenti. Scagliandosi, senza mezzi termini, contro i sindaci ribellatisi al DL sicurezza partorito dal governo giallo-verde, infatti, egli si è nettamente distaccato dai soliti scontatissimi sermoni moraleggianti tipici della gauche liberale del nuovo millennio.

L’intervento di Rizzo, tra l’altro, ha ricalcato quasi in toto le idee espresse qualche giorno fa su un articolo comparso su questa stessa testata. In entrambi i casi, è possibile constatare come si sia posto l’accento sulla banalità delle proteste, alimentate con il solo scopo di fare campagna elettorale contro l’attuale esecutivo. Infatti, è stato fatto palesemente notare come nessun sindaco di “pseudosinistra”, per riprendere il termine utilizzato dal segretario del PC, abbia mai alzato la voce per opporsi a leggi nocive quali, ad esempio, il job’s act e l’articolo 18, oppure per denunciare l’estrema rigidità delle regole imposte da Bruxelles.

Tuttavia, ciò che rende il boccone meno amaro per gli elettori, è il fatto che questi primi cittadini – de Magistris e Orlando su tutti – siano appartenenti a partiti che, per citare le celebri parole di Lev Trockij, sembrano in procinto di terminare la propria, infausta, corsa “nella pattumiera della storia”, essendosi mostrati incapaci di tutelare il loro stesso popolo quando ne aveva più bisogno. Le parole di Marco Rizzo testimoniano che il buon senso e l’obiettività possono trascendere dal colore politico, in special modo laddove sia in gioco il benessere dei cittadini.