Giuseppe De Rita ha parlato. Ha parlato chi? domanda il vicino di treno. Come chi? Ma Giuseppe De Rita, il padre-nobile, pardon, il padre e basta dell’ente di ricerca più noto in Italia: sai che dice che sei affetto da “sovranismo psichico”? Gli viene detto, mentre si sprecano gli sguardi tra l’attonito e l’ipnotizzato. Eh sì, se non lo sapete ancora, siete tutti affetti da questa brutta malattia. Morbo, virus che sia, non se ne guarisce proprio. Sarà perché i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, nei primi sei mesi del 2018, parlano chiaro: su 429.506 tra arresti e denunce, 136.876 risultano esseri stranieri, ovvero ben il 31.9%. Benché siano diminuiti i reati in generale, la percentuale di quelli commessi da immigrati è aumentata del 4.5% rispetto ai dati relativi agli ultimi sei mesi dello scorso anno. Meglio non spulciare le diverse tipologie di reato, ne uscirebbe fuori un quadro ancor più sconfortante di quello presentato. In questo affresco desolante, la nube deprimente che si addensa su ciascuno di noi è espressa al meglio dal direttore del Censis, Massimo Valerii:

“[L’Italia è] orfana di una narrazione forte entro la quale costruire la nostra identità e radicare il nostro benessere; [oggi prevale] una coscienza infelice, una speranza senza compimento”

Perché? Semplice, perché ci siamo tutti più “incattiviti”. La sfilza di dati che l’istituto di ricerca spiattella è degno di nota, per carità, ma è la moral suasion che le fa da contorno a peccare di imparzialità. Le agenzie di ricerca non devono entrare nell’agone politico. Se varcano i confini dell’agorà, gettandosi nel mucchio, iniziano ad avere la credibilità politica di un Saviano, che è risaputo essere un cronista della massima obiettività. La “cattiveria” italica dei nostri tempi avverte l’esigenza di uomini forti al comando, di nemici da individuare negli stranieri, persino di colmare degli spazi affettivi:

“Dal 2006 al 2016 i matrimoni sono diminuiti del 17,4% e le separazioni sono aumentate del 14%. Aumenta la «singletudine»: le persone sole non vedove negli ultimi dieci anni (dal 2007 al 2017) sono aumentate del 50% e oggi sono più di 5 milioni”

Ma, dulcis in fundo, uno degli elementi che ha più inciso nel malumore degli italiani secondo Valeri:

“È quella di aver visto sfiorire la ripresa che l’anno scorso e fino all’inizio di quest’anno era stato vigorosa, e che è invece svanita sotto i nostri occhi, con un Pil negativo nel terzo trimestre di quest’anno dopo 14 mesi di crescita consecutiva […] E adesso è scattata la caccia al capro espiatorio: dopo il rancore, è la cattiveria che diventa la leva cinica di un presunto riscatto”

Avete capito bene. La crescita economica veniva garantita da Matteo Renzi e Gentiloni, ma forse si potrebbe propendere anche per Monti, a ben vedere… Poco importa che congiunture europee favorevoli mostrassero la ripresa italiana come fanalino di coda di tutt’Europa. Meglio far finta di dimenticare il Quantitative Easing iniettato da Draghi nel sistema economico finanziario. Coniare termini come quello di sovranismo psichico non sana rancori, né dà prova di profetismo politico, semmai contribuisce ad esacerbare i toni e a far aumentare i voti di alcune di quelle formazioni (vedi Lega) di cui gli italiani – secondo l’agenzia – si direbbero insofferenti e presi in giro. Forse ci siamo persi qualcosa, o forse si è perso qualcosa il Censis.