La mascherata per nascondere i crimini dei “buoni” perpetrata ai danni dei cittadini siriani in nome della lotta al “crudele dittatore” Assad ha assunto una nuova sfumatura di commedia del dramma. Il Pentagono, infatti, è riuscito a smarrire 715 milioni di dollari di armi. Va segnalato, però, che non si tratta di una novità: pare che smarrire le armi dove portano la guerra sia un po’ uno sport nazionale per gli Stati Uniti, tanto che viene da chiedersi come sia possibile che errori burocratici, sciatteria negli stoccaggi ed esposizione a furti e intemperie possano avvenire così facilmente. Come si può fallire così miseramente su una questione, letteralmente, di importanza vitale?  

La denuncia è avvenuta tramite un rapporto dell’Ispettore generale del Dipartimento della Difesa americano. La Special Operations Joint Task Force–Operation Inherent Resolve, l’organismo responsabile dell’assistenza e consulenza alle milizie alleate degli USA, controllata dall’opposizione siriana, è stata identificata come possibile responsabile. Tra le pratiche gestionali mancanti, fa sentire la sua assenza anche un archivio di rendicontazione centralizzato. Ma le armi venivano stoccate in Kuwait, dove sarebbero state lasciate incustodite all’esterno, e già nel 2017 Amnesty International denunciava gli Stati Uniti per aver perso un miliardo di dollari in armi, destinate all’Iraq e alle forze di sicurezza in Kuwait. Inoltre, a seguito di una revisione, nel 2016 l’esercito americano si era impegnato a rafforzare il sistema di tracciabilità e monitoraggio delle future spedizioni di armi in Iraq. Esattamente come nel 2007. Esattamente come capita a me con le forcine per capelli.

Ricordate l’assalto condotto contro le truppe americane in Afghanistan, a causa del quale hanno perso la vita due soldati, e ne sono stati feriti sei? Pare che l’attentatore avesse usato una mitragliatrice leggera M249, di proprietà degli USA. Stando così le cose, viene spontaneo chiedersi perché gli americani non abbiano ancora imparato a tenere in ordine i loro giocattoli, mentre calpestano il mondo come bambini viziati. Se fossimo persone maligne potremmo osservare che, in questo caso, smarrire queste armi in prossimità dell’ISIS è molto conveniente, dal momento che l’Esercito Arabo Siriano sta riconquistando il Paese, strappandolo, pezzo dopo pezzo, agli amici degli americani e ai turchi, in barba ai loro piani di destabilizzazione. Fortuna che la maliziosità non ci appartiene. No?