Christophe Chalenchon, il noto esponente dei gilet gialli che aveva incontrato due settimane fa Di Battista e Di Maio, ha annunciato una nuova lista politica per le Europee, Evoluzione cittadina. La questione della lista è intricata: Chalenchon era infatti già stato portavoce della lista RIC (Ralliement d’initiative citoyenne), guidata da Ingrid Lavavasseur, giovane donna di 32 anni, assai criticata per le scarse capacità di leadership e per l’impreparazione politica.

Inoltre, Chalenchon aveva dichiarato poche settimane fa, mentre imperversavano gli aspri scontri diplomatici tra Italia e Francia, di non volersi candidare alle europee, e rispetto ad una possibile alleanza coi cinque stelle aveva affermato senza troppi francesismi: “Vorremmo avere la libertà di svegliarci la mattina a letto insieme ma di poterci rimettere le mutande e andarcene“. Oltre al “concubinato” coi cinque stelle, Chalenchon millantava di possedere una vera e propria organizzazione paramilitare, pronta ad agire contro Macron; insomma stando alle sue dichiarazioni, pareva che il movimento dei gilet gialli fosse pronto ad un colpo di stato.

Ad oggi, Chalenchon si dichiara invece portavoce della lista Evoluzione cittadina; ed è una carica –quella di portavoce – ben nota ai cittadini dello stivale; dalle nostre parti si sa anche bene che il passo, da portavoce a “leader di movimento”, può essere davvero breve. Chalenchon ha poi affermato che vi sono molti posti vacanti nella neonata lista, e che egli vorrebbe farvi aderire tutte le energie desiderose di ripristinare l’unità e la grandezza del popolo francese. Perciò, risulta evidente come sia passato, in poco più di due settimane, dalla ghigliottina ad un patriottismo favorevole all’ingresso nelle istituzioni Europee; saranno state le nottate trascorse pensando ai pentastellati ad aver fatto svaporare il suo animo rivoluzionario? Non è dato saperlo. Certo è che si tratta di una lista abborracciata, fatta di membri fantasma, e di idee non certo originali; infatti il leader-portavoce aveva sostenuto di condividere (se non tutto) molte idee con Di Battista, e oggi un’alleanza in vista delle Europee parrebbe assai plausibile. È un bene? Non proprio. Una lista del genere potrebbe infatti favorire la monarchia europeista del “Re Macron” a discapito del Raggruppamento Nazionale della Le Pen, e del Partito di Sinistra di Melenchon. La ghigliottina potrebbe quindi mozzare le teste dei lavoratori che questo sabato sono scesi in piazza per la sedicesima volta.

Sembra passato un secolo dalle dichiarazioni di Junker del 2016 quando, parlando dello sforamento deficit/pil francese, affermava sprezzante e lapidario: “può farlo, perché è la Francia”. Eh già, caro Junker, la Francia è la Francia, nessun altro paese è sceso in piazza sedici domeniche di fila. Ora però bisogna capire se la Francia appartiene al re o al popolo, e a chi dei due verrà mozzata la testa.