L’Italia con Leonardo, Elettronica e Fincantieri sta andando bene a Doha, è un dato di fatto, ma i francesi non ci stanno. Ancora una volta la competizione con la nostra economia è accesissima e, dopo la firma di una partnership strategica tra Italia e Qatar, Geopost si prende BartoliniÈ Milano Finanza a riportare la notizia: la francese Geopost ha comprato Brt dallo storico operatore bolognese, attivo sui servizi di trasporto su gomma. La mossa di Geopost potrebbe avere un forte impatto sulla concorrenza nel settore della logistica e della consegna dei pacchi in Italia. Questo mentre Poste vede aumentare il rischio di sanzioni se si discosterà dagli obiettivi di qualità, in base al nuovo accordo per il 2020-2024, siglato con il Ministero dello sviluppo economico ed entrato in vigore dal 1° gennaio passato.

È una storia che va avanti da parecchio: negli ultimi anni le partecipazioni francesi nelle aziende italiane sono cresciute a dismisura. Secondo Kpmg parliamo di 214 acquisizioni, per un valore totale di 32 miliardi solo dal 2008 al 2017. Ma non è stato sempre così, anzi: fino al 2005 era l’Italia ad aver acquisito di più, poi il declino. Nel 2016 soltanto, i francesi hanno effettuato acquisizioni nel Bel Paese per 3,1 miliardi, mentre noi ci siamo fermati a 2,5 miliardi. La differenza si trova nel contributo attivo dello Statola Francia si spende molto per far crescere le sue partecipazioni, soprattutto nei settori strategici. Dopo un lungo periodo di privatizzazioni e dismissioni negli anni ’90, lo “Stato-padrone” ha fatto un ritorno in grande stile. E, mentre in Italia si rabbrividisce all’idea di privatizzare, oltralpe la situazione è opposta e sembra funzionare. Nel 2004 la maggioranza di centrodestra ha fondato l’Ape (Agence des Participations d’Etat), una specie di Iri dei vecchi tempi. È stata poi la sinistra a sfruttare alla grande il potenziale di questa agenzia, nello specifico con Emmanuel Macron. L’ex Ministro dell’economia, oggi Presidente, ha lavorato in Rothschild, specializzandosi in acquisizioni e fusioni. Quindi, da Ministro prima e da Presidente poi, ha potuto focalizzarsi sulle acquisizioni francesi godendo di un sostegno bipartisan. In Francia, il capitalismo di Stato è visto con favore dall’opinione pubblica. Mentre noi smantellavamo l’Iri, nel 2004 loro fondavano l’Ape. Inoltre, secondo uno studio del 2015 di Scenari Economici, i dipendenti pubblici in Francia rappresentavano il 10% degli occupati totali, l’8% della popolazione, mentre in Italia erano poco più del 5% della popolazione totale.

Nei mesi recenti, l’operato di Macron si è focalizzato su Fincantieri: la nazionalizzazione di Stx per impedire che venisse acquisita dagli italiani è opera sua. L’accordo tra le due parti avrebbe dato una forte scossa alla possibilità di costruire una difesa europea comune, ma la Francia, europeista solo quando le fa comodo, non ha voluto cedere sovranità. C’è una guerra fredda in atto che le aziende italiane combattono da sole, lo Stato dov’è?