Quella di ieri diverrà, senz’altro, una giornata indimenticabile per i lavoratori dell’Ilva. L’azienda di Taranto, infatti, a partire dal 15 settembre passerà nelle mani del colosso lussemburghese dell’acciaio ArcelorMittal che ha garantito l’assorbimento immediato di 10700 dipendenti.

Dopo anni di paura, dunque, i sindacati e gli operai possono tirare un grande sospiro di sollievo, dato che il buon esito della trattativa, prima dell’arrivo al tavolo del Ministro pentastellato, era tutt’altro che scontato. L’oggetto del contendere tra i rappresentati di ArcelorMittal, da una parte, e la Uilm, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, dall’altra, era rappresentato dalle divergenze in merito alle assunzioni. La multinazionale dell’acciaio, difatti, voleva assumere 10500 dipendenti, mentre i sindacati, oltre a chiedere che gli stipendi non venissero decurtati, si mostravano irremovibili: 10700 dipendenti dovevano essere subito contrattualizzati.

La trattativa, che si protraeva da ore senza sbloccarsi, necessitava di un intervento del governo. L’incursione di Di Maio, perciò, è risultata decisiva. Il confronto nelle stanze del Ministero dello Sviluppo Economico si è prolungato nella notte e, dopo un prezioso lavoro di raccordo tra i sindacati e la multinazionale acquirente, arriva finalmente l’annuncio: l’accordo si farà. La AncelorMittal assumerà tutti gli ex lavoratori dell’Ilva, impegnandosi a mettere sotto contratto, entro il 2025, gli esuberi rimasti. Un lieto fine che permetterà a molte famiglie di dormire sonni tranquilli, dopo anni – per usare un eufemismo – non semplici. La trattativa, iniziata l’estate dello scorso anno, si concluderà con un investimento totale di circa 4,1 miliardi di euro.

L’accordo sull’Ilva è sicuramente una preziosa medaglia da appuntare sul petto del governo gialloverde, che è riuscito a tutelare appieno gli interessi dei lavoratori di una realtà centrale per il sud Italia. A rendere ancor più dolce il sapore della vittoria, inaspettatamente, sono arrivate via social le congratulazioni di Carlo Calenda. L’ex Ministro dello Sviluppo economico, oltre a gioire per la fumata bianca, ha riconosciuto la bontà del lavoro del suo successore. Una vittoria su tutti i fronti, quindi.