I tempi cambiano e la ruota gira, vi abbiamo raccontato dei grandi cambiamenti che stanno avvenendo nel panorama nazionale e delle novità (che speriamo vere) in serbo per noi nel prossimo futuro; come c’era da aspettarsi però, gran parte della pletora di giornali non ha preso molto bene questo cambio di rotta della televisione nazionale ad opera di Marcello Foa, ma andiamo con ordine.

Freccero, il direttore di RAI 2, ha fatto presente dell’inserimento di un nuovo programma in terza serata chiamato “L’Ottavo Blog” nel quale verranno letti e commentati gli articoli di alcune testate (diffidate da chi li chiama blog) propriamente non mainstream ma con un forte impatto e seguito sociale, tra questi ci siamo anche noi e altre realtà come L’Antidiplomatico. Apriti cielo! La corte del Re s’indigna, i funzionari si tappano il naso per il puzzo e i sacerdoti agitano i loro feticci per scacciare il malocchio. Subito dopo le dichiarazioni del neo direttore la maggior parte dei quotidiani ha ripreso la notizia in toni pseudo apocalittici o magistralmente disfattisti: “Ecco i sovranisti!”, “Arriva il populismo in RAI!” e tanti altri complimenti che vi evitiamo per questioni di tempo e spazio. Una persona però, di cui abbiamo parlato già nell’editoriale, si è lanciata in vibranti accuse dalle colonne de “La büsiarda” (non me ne vogliate ma son pur sempre torinese) ammonendo i suoi colleghi e lo mondo tutto di quanto fosse pericoloso il nostro accesso agli organi d’informazione – sia mai che in futuro debbano dividere un po’ della loro elefantiaca torta con noi – e di come, gira che ti rigira, ci siano sempre dietro il nostro successo Bannon e Putin.

Bontà de li cavalieri antiqui, avessimo i soldi di Putin non saremmo in perenne crowdfunding per sopravvivere alle spese, ma andiamo avanti, anzi, andiamo al punto cruciale: questa mattina La Verità ha pubblicato un articolo, o meglio un contro articolo, circa una fuga di notizie ad opera di Anonymus sul sottile ma funzionale apparato mediatico messo su dalla Commissione europea e dall’America per screditare la Russia e Putin, insomma, i giornaloni nazionali accusavano alcune testate di scrivere fake news pro Russia e invece ora si scopre che chi forse scriveva e scrive bufale non siamo noi ma proprio coloro che si definivano garanti e funzionari della libera informazione. Incredibile vero? E pensate un po’, tra gli italiani oltre a Severgnini che passa il tempo a dirci quanto è preoccupato per questo Governo e questo CdA e quanto invece si sentisse rinfrancato e sicuro da Renzi e Gentiloni, c’è anche Iacoboni! Ma Iacoboni chi? Messer Iacoboni, l’uomo de La Stampa che ha voluto mettere in guardia l’Italia tutta sul rischio d’infiltrazione della Russia nell’apparato giornalistico nostrano. Entrambi ovviamente negano tutto ma noi, dal basso del nostro populismo e dall’alto dei nostri conti bancari rimpinguati di rubli, ci chiediamo: ma siamo veramente noi il problema? Siamo veramente noi quelli guidati da una regia oscura per ordire contro lo status quo in mano ai giornali nazionali finanziati e coccolati da gruppi editoriali con conti bancari davvero da capogiro? Vi rispondiamo già: no, non siamo noi i colpevoli. Ride bene chi ride ultimo insomma, e noi, se vi interessa, non abbiamo ancora iniziato.