L’Italia al servizio dei mangiapatate

Le parole di Gunther Oettinger certificano una triste verità: la libertà del popolo italiano finisce dove cominciano gli interessi dei tedeschi.
di Andrea Scaraglino - 30 Maggio 2018

La cronaca degli ultimi giorni ci dipinge una nazione allo sbando, dove i poteri che dovrebbero sorreggerla si fagocitano a vicenda. L’entrata a gamba tesa del PdR sulla nomina del governo giallo-verde è l’ennesima riprova della limitata sovranità del popolo italiano, non basta prendere i voti in questa nazione per governare, bisogna avere certi imprimatur, imprimatur tedeschi a quanto pare. Difficile non credere a ciò dopo le dichiarazioni del commissario europeo al bilancio: Gunther Oettinger.

Lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti

questa la dichiarazione del burocrate tedesco e che è stata parafrasata superbamente da un giornalista suo connazionale: 

I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta.

Insomma la nostra libertà finisce dove iniziano gli interessi di qualcun altro. E se questo non è più un mistero, non si era mai arrivati a tanto in una dichiarazione pubblica. L’astio nei nostri confronti non viene neanche più celato dietro formule di facciata, pigs siamo stati definiti e come maiali veniamo trattati.

Questa pressione nei nostri confronti può avere diverse chiavi di lettura, la prima è proprio quella della semplice minaccia per indurci a votare partiti compiacenti nei confronti delle potenze renane, la seconda, più ardita e meno provabile ha a che fare con la scadenza del mandato di Mario Draghi e la fine del suo quantitative easing.

Le banche centrali del nord Europa non hanno mai digerito l’acquisto di titoli di stato da parte della banca centrale europea e il conseguente taglio degli interessi sul debito pubblico delle nazioni meno virtuose.

L’avvicendamento negli uffici di Francoforte potrebbe costarci un tre miliardi di interessi in più all’anno, che date le aspettative di crescita irrisorie dovranno essere sborsati dall’economia reale con l’ennesimo irrobustimento della pressione fiscale. Altre tasse insomma.

Al netto di questo sembra più facile capire perchè un Oettinger si permette di interferire nella nostra politica interna, una politica che senza un governo pronto a farsi rispettare (quello di Cottarelli al massimo è il consiglio di Facoltà della Bocconi) sarà sempre più prona ai falchi da würstel.

Commenta

L’Italia al servizio dei mangiapatate

Le ultime dichiarazioni di Gunther Oettinger certificano quello che ormai è percepito dai più come un dato di fatto: la libertà del popolo italiano finisce dove iniziano gli interessi dei tedeschi.
di Andrea Scaraglino -

La cronaca degli ultimi giorni ci dipinge una nazione allo sbando, dove i poteri che dovrebbero sorreggerla si fagocitano a vicenda. L’entrata a gamba tesa del PdR sulla nomina del governo giallo-verde è l’ennesima riprova della limitata sovranità del popolo italiano, non basta prendere i voti in questa nazione per governare, bisogna avere certi imprimatur, imprimatur tedeschi a quanto pare. Difficile non credere a ciò dopo le dichiarazioni del commissario europeo al bilancio: Gunther Oettinger.

Lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti

questa la dichiarazione del burocrate tedesco e che è stata parafrasata superbamente da un giornalista suo connazionale:

I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta.

Insomma la nostra libertà finisce dove iniziano gli interessi di qualcun altro. E se questo non è più un mistero, non si era mai arrivati a tanto in una dichiarazione pubblica. L’astio nei nostri confronti non viene neanche più celato dietro formule di facciata; pigs siamo stati definiti e come maiali veniamo trattati.

Questa pressione nei nostri confronti può avere diverse chiavi di lettura, la prima è proprio quella della semplice minaccia per indurci a votare partiti compiacenti nei confronti delle potenze renane, la seconda, più ardita e meno provabile ha a che fare con la scadenza del mandato di Mario Draghi e la fine del suo quantitative easing.

Le banche centrali del nord Europa non hanno mai digerito l’acquisto di titoli di stato da parte della banca centrale europea e il conseguente taglio degli interessi sul debito pubblico delle nazioni meno virtuose.

L’avvicendamento negli uffici di Francoforte potrebbe costarci un tre miliardi di interessi in più all’anno, che date le aspettative di crescita irrisorie dovranno essere sborsati dall’economia reale con l’ennesimo irrobustimento della pressione fiscale. Altre tasse insomma.

Al netto di questo sembra più facile capire perché un Oettinger si permette di interferire nella nostra politica interna, una politica che senza un governo pronto a farsi rispettare (quello di Cottarelli al massimo è il consiglio di Facoltà della Bocconi) sarà sempre più prona ai falchi da würstel.

Commenta

Scuola di formazione in Giornalismo, Editoria e Nuovi media.

SITO | FACEBOOK | INSTAGRAM

Festival dell'editoria e del giornalismo 18, 19 e 20 Ottobre 2019 a Pietrasanta.

Editori, scrittori, intellettuali, e ancora abbonati, lettori e firme de L'Intellettuale Dissidente. Tutti riuniti in quello che vuole diventare il più grande appuntamento di cultura politica in Italia.
SITO
  • N° 10 – Il Viaggio

    Nostalgia del presente

    Nel corso di un viaggio siamo condannati all’illusione di trovare un’intima, personale sensazione di autenticità che viene puntualmente delusa quando incontriamo chi, come noi, nutre lo stesso bisogno: l’altro turista.

    ultimo numero | abbonati

Il sito utilizza cookie per fini statistici, per la visualizzazione di video e per condividere argomenti sui social network. Proseguendo sul sito l’utente ne accetta l'utilizzo. Per maggiori informazioni consulta l’ Informativa Estesa.

OK

error: