Da farsa politica a tragedia umanitaria il passo è spesso molto breve e così per il popolo venezuelano, oltre alla beffa, purtroppo, v’è anche il danno. La parte dei “buoni” recitata dall’opposizione a Maduro non ha mai retto più di tanto e la pochezza seminata negli ultimi mesi sta dando i suoi frutti; rigogliosi, a quanto pare, data la portata dello scandalo sugli aiuti umanitari che sta investendo Guaidò e la sua corte: fondi sottratti al popolo e spesi da alcuni uomini dell’auto-proclamato Presidente; ingenti quantità di beni alimentari andati a male e dunque sprecati; corruzione, parentele e coperture: tutto ormai alla luce del sole grazie a un servizio del giornale online statunitense PanAm Post, che snocciola le vicende venezuelane a partire dal famoso concerto organizzato lo scorso febbraio a Cùcuta dal magnate britannico Richard Branson, fino agli ultimi scandali.

Il passo da liberatori ad affamatori ed incapaci è, così, immediato, forse perché, al di là della retorica di un Occidente ormai assuefatto, di liberatori per il Venezuela non ce n’è mai stata neanche l’ombra. Solo pupazzi finora, ingenue marionette circondate da squallidi figuri che, invece di portare avanti una rivoluzione, si trovano a sperperare centinaia di migliaia di dollari in hotel, discoteche, aerei privati e poi ancora cibo, bevande e beni di lusso. Dollari destinati ufficialmente, però, al mantenimento di quei disertori che sarebbero diventati la base di un esercito volontario anti-Maduro.

Numeri ridicoli solo 700 militari disertori –  contro fondi che, per un’economia come quella venezuelana, sono giganteschi. Tutto bruciato. Nessuno sa, per esempio, che fine abbiano fatto i proventi ricavati dal concerto di Branson a Cùcuta: dopo quattro mesi non esiste alcun rendiconto sull’utilizzo di quei soldi, circa 2,4 milioni di dollari. E poi ancora, in questa farsa che per il popolo è tragedia, scandali bancari tra USA e Venezuela per cifre che raggiungono i milioni di dollari. Un’autentica porcheria, dunque, che rende sempre più evidente quanto possa essere ormai inutile avere grossi sponsor come USA e certa Europa per sentirsi al sicuro e che la credibilità di certe campagne di democratizzazione sia ormai ai suoi minimi storici.

Un ulteriore monito a noi uomini e donne occidentali, sulla pelle di popoli terzi, a diffidare della dottrina proclamata secondo cui chiunque governi un Paese al di fuori del nostro sistema economico e finanziario sia un tiranno e che soltanto mamma USA e i suoi alleati sappiano portare la tanto abusata democrazia in quei luoghi arbitrariamente designati come non democratici. Sia ben chiaro, perciò, che se il governo di Maduro può risultare discutibile sotto molti aspetti, i suoi avversari restano oggettivamente di gran lunga più squallidi e pericolosi di Maduro stesso.

È una storia, questa, che potrebbe far sorridere per la sfrontatezza quasi stereotipata di certi personaggi e per quanto goffe siano state le loro losche manovre; una storia che potrebbe far ridere se non fosse per le lacrime, autentiche, di un popolo ridotto alla fame dalla solita prepotenza dei soliti sceriffi.