In Francia Emmanuel Macron ha raggiunto il massimo della sua impopolarità, fino ad adesso. La riforma delle pensioni è al centro dell’occhio del ciclone con più di tre mesi di proteste in piazza, scoppiate il 5 dicembre scorso. Opposizioni e sindacati lavorano da settimane su fronti diversi per cercare di opporsi all’esecutivo che, in parte, ha deciso di andare incontro ai manifestanti. Macron e i suoi hanno deciso di ritirare in maniera “provvisoriala norma che porterebbe all’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni. Anche se il suo ritiro definitivo avverrà solo nel caso in cui venissero trovate le coperture economiche necessarie. Ad esser dibattuta tuttavia non è solo l’età pensionabilema anche la totale redistribuzione di partecipazione al sistema pensionistico. Nella riforma si prevede, infatti, che tutti partecipino in percentuale uguale alla contribuzione. Come se chi guadagna 1500 euro avesse le stesse possibilità di chi ne guadagna 15mila. Thomas Piketty è un economista francese esperto in tema di distribuzione economica. Ha definito Macron, in un articolo pubblicato da Liberatiòn,il Presidente dei super ricchi”. Aggiungendo: “Abbiamo un Governo che ha un grave problema con le nozioni di giustizia sociale e distribuzione, e che tuttavia ha una pesante responsabilità in termini di denaro speso all’inizio del suo mandato per servire l’1% più ricco. Tra l’abolizione dell’imposta sul patrimonio e l’introduzione dell’imposta forfettaria sui dividendi e gli interessi, sono ancora persi sei miliardi all’anno, trenta miliardi nel quinquennio! Difficile dopo essere credibile quando si tratta di giustizia sociale “.

Oltre alla distribuzione esiste anche un problema di conflitto di interessi che, come spesso accade, riguarda BlackRock. Il Presidente infatti è stato accusato di avere un rapporto troppo stretto con il suo rappresentante francese, Jean-Francois Cirelli. Un sistema pensionistico debole e inefficace non potrebbe far altro che portare ricchezza ai piani pensionistici privati e gli incontri avvenuti tra Macron e i dirigenti di BlackRock (che gestisce l’equivalente di 6.300 miliardi di euro e finanzia la maggior parte dei fondi pensione) e di Amundi Francia (società di gestione dei risparmi) nel luglio 2019 fanno pensare a delle ingerenze. Ad aumentare la tensione è stata la dichiarazione di inizio marzo di Eduard Philippe, Presidente del consiglio francese, di voler agire per decreto sulla riforma delle pensioni, aggirando così il dibattito parlamentare. Dopo la piazza a mettersi in mezzo nei piani di Macron ci si sono messi i Parlamentari, con più di 20mila emendamenti al testo di legge e due mozioni di sfiducia, entrambe superate dall’esecutivo.

Giusta o sbagliata una riforma di tale portata ha bisogno di un serio dibattito parlamentare, pur lungo che sia. Tuttavia l’emergenza Coronavirus, sbarcata anche in Francia, sembra aver spostato le priorità del governo e anche dei media. Le opposizioni e i sindacati spingono affinché si rimandi il dibattito sulla riforma, sempre che il solito Macron non approfitti della distrazione generale per far emanare il decreto