La vocazione parlamentare della nostra Repubblica, non è di certo un mistero, sta vivendo il suo momento meno appariscente. Presidenti della Repubblica che creano e disfano governi e maggioranze; leggi elettorali che proibiscono l’elezione diretta dei parlamentari tramite le preferenze; commissioni e lavori parlamentari gestiti da un decisionismo partitico sempre più rapace, rendono il Parlamento l’ombra di se stesso.

Come se tutto ciò non bastasse, adesso ci si mette anche l’antipolitica elettoralistica e fine a se stessa a fare danni.

La proposta di legge del Movimento 5 Stelle riguardo il dimezzamento dei parlamentari, purtroppo, pende come una spada di Damocle sul futuro del nostro potere legislativo. I milioni di euro risparmiati non saranno mai abbastanza davanti all’ennesima occasione persa per rilanciare una sana e proficua attività legislativa. Il risparmio sui costi della politica, la sorda e autoreferenziale incornata alla casta, puzzano troppo di spot elettorale e contentino per la base militante del Movimento.

Di certo, l’approccio meno indicato per affrontare un problema di questa portata. Si sarebbe dovuto, invece, riaccendere i riflettori sul concetto di superamento del bicameralismo perfetto, magari senza politicizzare il tutto come fece quel genio di Renzi. Dimezzare i parlamentari, senza risparmiare un solo giorno di iter legislativo non solo non ha alcun senso, ma rischia persino di erodere quel poco di libertà che le Camere mantengono ancora nei confronti dell’esecutivo.

Ma poi, siamo proprio sicuri che questa doppia rappresentanza regionalistica sia ancora necessaria?

Lo scollamento tra nazione e politica è talmente evidente, che occorrerebbe un ripensamento totale del potere legislativo per tornare a far combaciare le due cose. Una Camera che, democraticamente eletta si intende, legiferi sugli aspetti più critici della nostra economia e che dia risposte veloci e concrete ai settori maggiormente in difficoltà non crediamo sia un’idea da scartare a priori. Va riscritta la Costituzione? Perchè no, basta non essere dei geni, del resto!