Cosa collega l’ultima riforma fiscale di Trump con le ultime dichiarazioni di Padoan all’Ecofin? Apparentemente niente. E invece no, perché il nostro caro Ministro dell’Economia ancora una volta si dimostra un pessimo studente di economia. Oppure è perfettamente consapevole di dire cose in parte scorrette.

Alla conferenza stampa a margine dell’Econfin di ieri il Ministro si permette un commento, simile a quello rilasciato da Moscovici qualche giorno fa, che entra a gamba tesa su alcune proposte economiche di una parte dell’opposizione politica. Peccato che un ministro in campagna elettorale dovrebbe risultare imparziale e ponderare le dichiarazioni. Invece il caro Padoan si è dilungato in una lunga critica sulla Flat Tax, catalogandola come una proposta «della bacchetta magica o della fatina blu», perché chi la propone non parla delle «coperture da mettere sul piatto».

E qui casca l’asino, perché se giustamente in Italia ogni legge deve avere una copertura, tale copertura può anche essere “emissioni di una certa quantità di Titoli di Stato del taglio minimo di 1000 euro”. Che è esattamente quello che ha fatto Trump con la sua ultima riforma fiscale, che produrrà un deficit nel bilancio degli Stati Uniti di 1400 miliardi di dollari in 10 anni, finanziando l’operazione, in modo evidente, emettendo Titoli di Stato.

Perciò, tralasciando per un momento le considerazioni di merito sulla Flat Tax, quello che importa è che è truffaldino dire che vanno trovate le risorse per ogni provvedimento dello Stato tagliando un’altra voce del bilancio, perché questo va fatto solo quando uno Stato non possiede una Banca Centrale che garantisce i propri Titoli e può emettere moneta illimitatamente. Volendo le coperture ci sono per qualsiasi cosa, e il caso americano ne è la prova lampante, ma non si può dire. E se lo si dice, si finisce per essere scherniti dal Padoan di turno.