Si fa presto a passare dalla revoca alla revisione. Una parolina che vale quasi il 12% in borsa per Atlantia che vola dopo le dichiarazioni di Paola De Micheli. Il neo ministro delle infrastrutture infatti, come prima cosa, ha stabilito che annullerà la revoca delle concessioni autostradali ad Atlantia. Davanti ai giornalisti ha infatti affermato che l’accordo di governo prevede solo la revisione e non la revoca come era stato invece annunciato all’indomani del crollo del Ponte Morandi dall’ormai ex ministro Toninelli.

Queste dichiarazioni hanno fatto infuriare alcuni esponenti del M5S. Su tutti il senatore Michele Giarrusso che affonda il colpo parlando con Affaritaliani.it:“La De Micheli deve ricordarsi che rappresenta un gruppo che è meno della metà del Movimento 5 Stelle. Se intende differenziare la propria posizione da quella del M5S può benissimo farlo accomodandosi fuori dal governo”.

Intanto Atlantia supera per la prima volta in Borsa i valori del 13 agosto 2018, giorno precedente il disastro che costò la vita a 43 persone. La notizia della revoca delle concessioni travolse il titolo della holding che controlla Autostrade per l’Italia per non riprendersi mai del tutto fino ad oggi. A Piazza Affari il gruppo della famiglia Benetton è stato anche oggi tra i titoli migliori (+1,4% a 24,64 euro), confermando un trend che nelle ultime 5 sedute ha fatto salire le azioni dell’11,5% e recuperare circa 2,3 miliardi di euro di capitalizzazione.

Bella matassa da sciogliere questa per il neo governo e primo vero scoglio da superare. Atlantia e i suoi difficili rapporti con l’ala pentastellata si sono rivelati anche nella difficile trattativa sull’acquisizione di Alitalia. L’affare sembra essere chiuso, ma ci vorrà ancora un mese e mezzo perché è slittato a metà ottobre il termine per la consegna dell’offerta vincolante del consorzio tra Fs, Delta, Ministero dell’Economia e Atlantia. Ovviamente la crisi di governo ha rallentato tutto; il nuovo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Pd) dovrà firmare l’ingresso dello Stato in Alitalia, così come il nuovo ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli (M5S) dovrà autorizzare un’operazione già caldeggiata da Luigi di Maio.

Questo fu uno dei punti di massimo scontro nel governo gialloverde, perciò la famiglia Benetton non smette di essere protagonista neanche in questa nuova alleanza politica. Il fatto solo che esistano e concessioni autostradali è già di per sé una follia. Ne scrivemmo in tempi non sospetti.  È assolutamente necessario rimettere mano al tipo di contratto di affidamento della gestione autostradale. È assurdo che si paghi il casello autostradale per dar soldi ad un privato che poi si permette anche di non mantenere in sicurezza i tratti di strada di sua pertinenza e questo è un concetto di assoluta obiettività che prescinde da qualsiasi schieramento politico. Sbagliato accanirsi prendendola sul personale, ma è l’ora che i veri privilegiati comincino a pagare.