Strumentalizzazioni e accuse inaccurate, fuorvianti, infamanti. È l’estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare”. È Krline Kleijer, responsabile delle emergenze per Medici senza frontiere a parlare. Un vero oltraggio all’indubbia bontà di Medici senza frontiere quel sequestro preventivo della nave Aquarius – attualmente bloccata nel porto di Marsiglia – e di 460 mila euro. La Ong deve essere una povera vittima di accuse infondate: quelle di aver qualificato, conferito e smaltito fraudolentemente in vari porti italiani, in maniera indifferenziata, 24 tonnellate di rifiuti; prima a bordo della Vos Prudence (da marzo 2017 a luglio 2017), poi dell’Aquarius (dal gennaio 2017 al maggio 2018). Il problema di questi rifiuti è che derivano dall’attività di salvataggio in mare (indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti di alimenti e rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica) e, invece di essere classificati come pericolosi e ad alto rischio infettivo, sono stati smaltiti come semplici rifiuti solidi urbani, eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva -e facendo risparmiare alla ong 460 mila euro. Nell’inchiesta sono coinvolti ventiquattro indagati: due agenti marittimi e personale di Medici senza frontiere, in particolare persone appartenenti al centro operativo di Msf in Belgio per la “Missione Italia” e al centro operativo Msf di Amsterdam, tra cui Evgenii Talanin, comandante della nave Aquarius. Tutta colpa delle indagini di Guardia di Finanza e Polizia, coordinata dalla solita Procura di Catania del solito Carmelo Zuccaro, che altro non fa che cercare accuse per infangare le nobilissime gesta delle ong del Mediterraneo!

Sua Eminenza Gabriele Eminente, direttore generale di Msf in Italia, rincara la dose della difesa e lancia il suo appello: è l’urlo del mondo umanitario messo alla gogna, di nuovo, a Catania:

«L’unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all’incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati».

Come potrebbero mai questi spiriti eletti impegnati a combattere il Male nel mondo insozzarsi le mani in simili e luride faccende di rifiuti? Non è forse da stupidi pensare che, in certi casi, la disinteressata azione umanitaria sia vergognosamente usata come spauracchio per rendersi immuni da qualsiasi accusa? Eppure, checché ne dicano questi immacolati angeli del mare, le intercettazioni raccolte dalla Procura di Catania lasciano spazio a ben pochi dubbi: «Infettivi, speciali o domestici?». «Li consideriamo rifiuti speciali perché se tu parli di infettivo, parli di ospedaliero. Si parla di un bordello che non te li possono più venire a prendere». https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/20/sequestro-aquarius-le-intercettazioni-li-consideriamo-rifiuti-speciali-se-parliamo-di-infettivo-e-un-bordello/4777967/

Sicuramente si tratterà di un errore del solito Zuccaro in cerca di protagonismo. Quindi ascoltiamoli pure questi poveri martiri, vittime di una spietata e scellerata macchina del fango. Tanto, pur se le accuse si rivelassero fondate e venissero confermate, son rifiuti umanitari quelli lì: giustificati dalla loro buona causa salvavita, saranno sempre buoni e salubri per definizione.