di Alessio Pizzichini

In questi giorni si sta assistendo alla cosiddetta scissione dei centristi, dovuta sia all’ascesa politica di Renzi, sia alla futura legge elettorale che incute panico tra chi rischia il numero delle poltrone (i centristi, appunto, su tutti). Scelta Civica, il cui segretario non è più Mario Monti ma Stefania Giannini, ha recentemente dichiarato che appoggerà Renzi e i suoi progetti di riforme, mentre Casini e Mauro, che ha fondato il Partito Popolare, torneranno a destra, già simpatizzanti del NCD di Alfano. Questa scissione è un inequivocabile segnale che dimostra la volontà di trasformare la politica Italiana in bipolare, proprio come quella americana.

Lo scenario che si prospetta tra qualche anno è terrorizzante: un parlamento costituito da PD, SEL e Scelta Civica da una parte, e il NCD dall’altra assieme sicuramente a Forza Italia e UDC. Ad opporsi ai diktat europei sarà presente soltanto il M5S in quanto Fratelli d’Italia e Lega Nord rischiano seriamente di non riuscire a superare lo sbarramento per l’entrata in parlamento, in quanto, con l’Italicum, per i partiti non coalizzati salirà dal 4% all’8%.

È scontato che entrambe le due grandi coalizioni ubbidiranno all’Unione Europea del capitale e delle banche: nel migliore dei casi si scontreranno per decidere se tagliare di più dall’istruzione o dalla sanità, se svendere prima le Poste o l’Enel, se lasciare che le imprese falliscano o delocalizzino. Del resto i centristi, dalla vecchia DC alla recente Scelta Civica, sono noti europeisti che sognano gli Stati Uniti d’Europa, e non si tratta di un’europa fondata sulla cooperazione dei popoli, ma dell’europa delle banche, dell’europa imperialista mossa dai fili della NATO.

Diminuiranno minimamente il numero dei parlamentari, delle auto blu, i loro stipendi, cosicché la massa penserà che la macchina della politica stia procedendo in maniera migliore di come abbia fatto precedentemente. Non si affronteranno temi quali la sovranità nazionale, l’uscita dall’euro, l’imperialismo: sarà l’ennesimo governo fantoccio che continuerà ad autorizzare, con la sua complicità, le violenze del capitalismo più sfrenato.

Per concludere, immaginate la politica di uno stato come un palazzo, nel caso Italiano un palazzo ridotto veramente male, da ristrutturare da capo a piedi se non da demolire e ricostruire. Bene, in futuro lo renderanno più bello: cambieranno le vecchie finestre con altre dal design moderno, maschereranno le crepe dei muri esterni e li  dipingeranno. E le fondamenta? Quelle sono assolutamente da riparare o ricostruire, altrimenti il palazzo crollerà! Beh, quelle resteranno in quelle condizioni, tanto sono pochi coloro che riescono a vederle. Basta che il palazzo appaia in condizioni decenti e migliori di prima.

Toccato il fondo non è detto che si debba per forza risalire, si può sempre continuare a scavare.