Domenica 20 Maggio alle 4 del mattino in Emilia Romagna la terra ha ripreso a tremare e per l’ennesima volta i cittadini si sono trovati impotenti ed impreparati di fronte a un dramma, che continua a colpire il nostro paese.La scossa di 5.9 gradi della scala Richter ha provocato la morte di 7 persone e si registrano più di 500 “senza-tetto”.Un’altra forte scossa di riassestamento con una magnitudo di 4.3 ha avuto luogo Martedì 22, intorno alla mezzanotte.
I direttori della protezione civile di Emilia Romagna e Lombardia per ora hanno provveduto al finanziamento degli sfollati con un contributo massimo di 600 euro a nucleo familiare, di cui 100 euro previsti per ciascun membro e 200 euro nel caso di disabili: ben 10 milioni di euro sborsati dallo stato per tentare di riparare le complicazioni più urgenti provocate dal sisma.
La CIA,confederazione italiana agricoltori, stima l’ammontare della cifra dei danni all’agroalimentare fino a mezzo miliardo di euro,somma che se è già di per se spaventosa,esplode per via degli esorbitanti ulteriori danni. I costi sono sempre più alti per uno stato che è già fragile e vacillante sotto il peso di una forte crisi economica.
Dall’inizio del 20° secolo si sono verificati 7 terremoti di magnitudo uguale e superiore a 6.5.
Nelle zone colpite oltre ad essere stata distrutta l’intera l’economia,hanno perso la vita migliaia di persone e i sopravvissuti hanno smarrito in parte un’identità profondamente radicata nelle case, negli edifici e nei monumenti storici del luogo in cui sono nati e cresciuti.
Il presidente dell’ordine nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano afferma: “E’ un paese sismicamente vulnerabile con edifici in larga parte ancora poco idonei a resistere bene ai terremoti e ubicati in zone geologicamente poco idonee.Le zone a rischio sismico sono circa il 50% del territorio nazionale”
E’ possibile che a questo punto,dopo i trascorsi e con la tecnologia di macchinari sempre più sofisticati, non si sia ancora riusciti ad evitare impatti tanto catastrofici?!
Fra le varie speculazioni è venuta a galla la notizia cheL’ICTP, il Centro internazionale di fisica teorica di Trieste, addetto alla previsione dei terremoti, che nel mese di Marzo era già a conoscenza di un terremoto che si sarebbe verificato,ma la notizia non è stata divulgata al pubblico per la sua incertezza ed imprecisione.Il presidente dell’ITCP Fernando Quevedo ha dichiarato :”Non e’ possibile, oggi, prevedere data, epicentro e intensita’ di un terremoto”.
Se non si possono prevedere con l’aiuto di appositi macchinari, sarebbe comunque opportuno adottare adeguate misure di sicurezza.
Essendo a noi note le regioni a rischio sismico e sapendo che in Italia la maggior parte degli edifici costruiti fino agli anni ottanta non sono sicuri, non si potrebbe iniziare ad intervenire dando la priorità a queste zone e rinforzandone le strutture meno stabili?
E’anche vero che gran parte dei centri storici delle città italiane sono costituiti da dimore antiche,che in molti casi dovrebbero essere rase al suolo e ricostruite a partire dalle loro fondamenta, per renderle antisismiche.
Inoltre il rispetto per l’ambiente potrebbe essere un punto a favore della prevenzione: ad esempio per quanto riguarda l’Emilia Romagna c’è chi sostiene addirittura che vi sia un collegamento fra il terremoto e l’estrazione di petrolio e gas ricavato da una cavità naturale a 2.550-2.800 metri di profondità.