La lunga e tortuosa strada verso la riconciliazione delle relazioni intercoreane sembra non trovare più un punto di arrivo, continuamente logorata dalle scintille quotidiane di due paesi, territorialmente contigui ma troppo distanti per poter giungere a un punto d’incontro, due sfere probabilmente destinate a non ricongiungersi più nell’odierno assetto politico-economico globale. Anche questa volta è svanito l’ennesimo tentativo di un riavvicinamento, allorché a causa di “posizioni inconciliabili” è saltato l’incontro di pace che si sarebbe dovuto svolgere la settimana scorsa. I due governi infatti si erano accordati per un vertice di livello ministeriale che si sarebbe dovuto tenere nella Freedom House di Seoul, ma la Corea del Nord non ha voluto inviare un funzionario di rango adeguato, riacutizzando i mai sopiti dissidi tra le due fazioni.

Pyongyang ha deciso di non rispondere alla quotidiana telefonata sulla “linea rossa” (unico  e ultimo contatto rimasto tra le due Coree), mandando all’aria l’importante incontro previsto per discutere della riapertura del complesso industriale congiunto di Kaesong e la ripresa degli incontri delle famiglie divise dalla guerra di Corea, suscitando la veemente reazione di Seoul che ha accusato il governo nordcoreano di non aver voluto inviare come capo della delegazione il leader del Dipartimento del Fronte Unito del Partito dei Lavoratori, motivo per il quale la stessa Seoul ha proposto di far incontrare i due vice ministri. Ma la “controproposta” sudcoreana ha notevolmente indispettito il Nord che ha definito l’idea una “provocazione” e ha interrotto nuovamente i contatti.

In realtà, però, stando a quanto sostengono alcuni esperti, il reale motivo del dissidio sulla composizione delle delegazioni che avrebbero dovuto discutere della ripresa dei contatti diretti tra i due governi, è da attribuire al fatto che all’interno di quella nordcoreana non era presente alcun militare, il che avrebbe inevitabilmente dimostrato un evidente alleggerimento del clima di tensione bellica innescato dal regime di Kim Jong-il non più di tre mesi fa, che avrebbe probabilmente portato a degli scontri interni al regime.

Al di là di quale fosse stata la reale ragione per cui questo incontro non è stato possibile, ciò che emerge chiaramente è un’impossibilità nel trovare un punto di riconciliazione tra i due Paesi, e mentre la Corea del Sud continua a giocare un ruolo di primaria importanza nell’economia capitalistica occidentale, la Corea del Nord sembra essere sempre più, inesorabilmente, isolata dal resto del mondo.