Dando uno sguardo alla lunga ed inconcludente campagna elettorale che ha bloccato l’ Italia per più di due mesi, sono stati innumerevoli i punti di scontro tra le varie forze politiche. Un argomento che ha suscitato molta polemica e che non ha trovato ancora una risposta concreta, è quello del rapporto tra la politica ed il mercato finanziario. I principali protagonisti di questa polemica sono stati l’ ex. premier Silvio Berlusconi e l’attuale Mario Monti, il primo dichiarando più volte che non c’è alcun legame ed il secondo invece soffermandosi sia sull’ esistenza di un nesso diretto, sia sull’ importanza che l’ andamento dello spread e di Piazza Affari ha sull’ economia del nostro paese.

Il 25 febbraio, giorno della fine delle elezioni, la borsa di Milano ha registrato una curva molto particolare a causa dell’ incertezza dei risultati: in prima mattinata, con i primi scrutini che davano il PD fortemente avanti nei confronti del PDL la borsa ha superato il +4% e lo spread btp-bund era sceso anch’ esso di molto, durante il pomeriggio però il sempre più forte recupero del PDL, soprattutto per Palazzo Madama, ha fatto calare la borsa di Milano facendola chiudere a +1%. Questo fenomeno è continuato nei giorni seguenti portando Piazza Affari a perdere circa il 7% in tre giorni e facendo risalire lo spread a quota 350(il 22 febbraio stava a 280).

Facendo qualche approfondimento in più sugli altri mercati, si nota come Wall Street è ai massimi storici (il listino americano è già oltre crisi), Francoforte dista circa un punto percentuale dal suo massimo pre-crisi. La cura americana fatta di grande liquidità (dovuta alla possibilità della Fed di stampare moneta) e sostegno all’ industria manifatturiera sta funzionando. Il mercato americano sta dando un forte segnale di crescita, dovuto a una ripresa dell’ economia reale. Per quanto tutto il mondo si trovi in un periodo di recessione, USA e Germania sono due Paesi dove in genere tutti sono portati a lavorare nella stessa direzione, senza stare a guardare la provenienza politica (Repubblicani e Democratici o Socialdemocratici e Cdu).

Il problema dell’ Italia è concentrato in due fattori. Nell’ economia reale dove il livello dei consumi è bassissimo, le imprese hanno poca liquidità, e la Pubblica Amministrazione non riesce a pagare i debiti nei confronti delle imprese. Nella politica: dove una volta che il Parlamento viene costituito i suoi componenti non offrono la loro collaborazione per il bene del Paese ma si scontrano senza alcun risultato. Tutto questo  porta l’Italia in una situazione poco rassicurante per gli investitori interni ed esterni al Paese non fidandosi più dell’ “Azienda Italia”. Infatti la borsa di Milano dista oggi oltre il 60% dalla sua vetta.