Fonte: Rinascita

Pochi giorni fa la giornalista Lucia Annunziata ha intervistato la presidentessa del Front National Marine Le Pen, a Nanterre nella sede di partito. Andata in onda su RaiTre domenica 5 giugno, la puntata “In ½ ora” ha esposto un colloquio cordiale e piuttosto interessante. Si è parlato del clima economico e politico-istituzionale in Italia, in Europa e nel Mondo, un clima gelido che non ha risparmiato la valutazione dei “nostri” rappresentanti politici. Notevole la dialettica della Le Pen nel dare un giudizio sugli uomini chiave della grande finanza e delle istituzioni mondialiste come il Fondo Monetario Internazionale.
Il credo di Marine Le Pen, è la nazione, poiché ha dichiarato “non sono né a destra né a sinistra, cerco di essere al di sopra”. La presidentessa ha poi continuato illustrando in maniera limpida e senza ipocrisie il processo storico in atto oggi: “I nostri popoli sono consapevoli del fatto che forse rischiamo di veder scomparire la nostra civiltà, e questo non è poco. Sotto l’effetto congiunto di ciò che io chiamo un doppio totalitarismo, i due totalitarismi del Ventunesimo Secolo, nel Ventesimo ci sono stati nazismo e comunismo, oggi c’è il globalismo e l’islamismo; il globalismo è il totalitarismo del commercio, la legge del mercato che schiaccia tutto al suo passaggio; l’islamismo è il totalitarismo della religione; io non voglio né l’uno né l’altro”. Nel corso dell’intervista Marine Le Pen ha riservato parole severe soprattutto per il globalismo (o mondialismo), dato che è la doxa dominante dell’iperclasse. Quando Lucia Annunziata ha abbordato la questione Dominique Strauss-Kahn (DSK), inevitabilmente la domanda si è prolungata sul ruolo delle istituzioni sopranazionali come la Banca Mondiale, il FMI e l’ONU. Inflessibile sul FMI ha affermato : “Credo che il FMI non sia più l’organismo nato nel 1945 che voleva aiutare i Paesi in difficoltà pur rispettando però la sovranità di tali Paesi, oggi il FMI è diventato il guardiano dei mercati internazionali, è l’organismo di recupero crediti dei mercati finanziari, e questo è inammissibile, è un organismo che schiaccia i popoli e le nazioni. Ora se il FMI è questo, io penso sia meglio che sparisca semplicemente. Io mi rivolgo ai popoli europei che non accettino di farsi tagliare a pezzettini  per rimborsare il potente Fondo e i mercati speculativi!”. Ha poi criticato l’euro, e ha incitato i Paesi a recuperare la loro moneta nazionale al fine di non sottomettersi a piani di austerità di grande sacrificio. Una parola anche per la neo-candidata al FMI Christine Lagarde: “Non ci saranno differenze, io francamente non saprei dire chi dei due, DSK o Lagarde, sia più fedele agli americani”.
Infine anche Mario Draghi è stato bersagliato: “Non ha molta credibilità in termini di indipendenza. Anche lui sappiamo bene da dove viene. È stato banchiere ad una delle maggiori banche americane. Siamo sottomessi alla politica Usa, Quando nominano qualcuno non fanno nemmeno più finta che sia indipendente”. Un incontro intrigante, fatto di parole dure e al tempo stesso vere. Marine Le Pen scalda i muscoli per le presidenziali francesi del 2012.