Malta, una piccola isola di 380 mila abitanti collocata nel mezzo del Mediterraneo, tra Sicilia, Libia e Tunisia; di solito se ne sente parlare in quanto divenuta la sede dei Cavalieri Ospitalieri nel 1530, che presero poi il nome di Cavalieri di Malta, noti per la loro azione contro la guerra di corsa musulmana e per le notevoli perdite causate alla flotta ottomana. Ma Malta è anche altro, negli ultimi 50 anni è stata il centro di numerosi intrighi internazionali principalmente legati al contesto mediorientale.

La Libia di Gheddafi

In seguito all’indipendenza dal Regno Unito nel 1964, Malta strinse immediatamente rapporti con la Libia di Gheddafi, il quale prestò al governo Mintoff diversi milioni di dollari per riprendersi dalla forte perdita economica dovuta alla chiusura delle basi militari britanniche sull’isola. Con il Friendship and Cooperation Treaty, firmato nel novembre del 1984, i rapporti tra i due paesi si intensificarono molto sia a livello commerciale che culturale,  tanto che per un breve periodo l’insegnamento dell’arabo divenne obbligatorio nelle scuole secondarie maltesi.

Interessanti i primi tre articoli del Trattato:

L’articolo 1 prevedeva un impegno reciproco nel non partecipare a operazioni militari che potessero danneggiare la controparte. Con l’articolo 2 Malta si impegnava a non permettere l’installazione sull’isola di basi militari straniere, che potevano essere utilizzate per mettere a repentaglio la sicurezza della Repubblica di Libia. Il terzo articolo prevedeva che la Libia non soltanto rispettasse la neutralità di Malta, ma che la appoggiasse, su esplicita richiesta del governo maltese, in caso di aggressione esterna. [1] A Malta è presente un Centro Islamico di notevoli dimensioni che include moschea con minareto, scuola primaria e centro culturale, tutto finanziato dalla World Islamic Call Society, organizzazione fondata nel 1972 a Tripoli e precedentemente guidata da elementi legati al regime di Gheddafi. Prima della caduta del regime, all’interno del centro era possibile trovare un settimanale che presentava le attività della WICS in Africa.

Secondo alcuni analisti la WICS sarebbe attiva non soltanto per promuovere i principi dottrinari e culturali dell’Islam ma anche per promuovere gli interessi della Libia a livello internazionale, come illustrato nel rapporto di Tom Henegahn, “Ghedafi’s secret missionaries”. In seguito alla deposizione di Gheddafi, il Consiglio Nazionale di Transizione annunciò di voler “purgare” l’Organizzazione da elementi vicini all’ex regime, ma continua comunque a portare avanti le proprie attività caritatevoli e culturali. I rapporti con la Libia si raffreddarono però nel 1995 in seguito al caso Fathi Shqaqi.

L’ombra del Mossad sull’Isola

Fathi Shqaqi (1951-1995), è stato il fondatore e leader della Jihad Islamica Palestinese (PIJ), inizialmente costola della Jihad Islamica d’Egitto; negli anni ’70, durante un periodo di studio al Cairo venne influenzato dall’ideologia dei Fratelli Musulmani. Shqaqi era da tempo ricercato dai servizi di sicurezza israeliani in quanto ideatore della strategia degli attentati suicidi in Israele, tra cui il noto attacco di Beit Lid del 22 gennaio 1995, che causò la morte di 20 soldati israeliani e il ferimento di una settantina di persone. Shqaqi aveva da tempo programmato l’ennesimo viaggio a Tripoli, il quarto dal 1993, per chiedere finanziamenti a Gheddafi, richiesta che era stata anticipata via fax e che non era passata inosservata agli occhi dell’intelligence israeliana. I soldi sarebbero stati depositati, come di consueto, presso una banca della capitale maltese, Valletta e il leader della PIJ avrebbe trascorso una notte sull’isola prima di rientrare a Damasco.

Il 25 ottobre 1995 Shqaqi giunse a Malta con un traghetto proveniente da Tripoli, scortato da uomini della sicurezza libica e con passaporto libico con nome Ibrahim Dawish. Il mattino seguente, appena uscito dal portone del suo hotel di Sliema, Shqaqi venne freddato con sei colpi di pistola alla testa, da due uomini in sella a una motocicletta. L’arma era munita di silenziatore e i due motociclisti sparirono nel nulla, verosimilmente dopo aver raggiunto un’imbarcazione che li attendeva al largo delle coste maltesi.

La strage di Lockerbie

L’isola di Malta entrò anche nelle indagini per la strage di Lockerbie, quando il volo della Pan Am 103 esplose nei cieli della cittadina scozzese, uccidendo 270 persone tra passeggeri e abitanti.

Nel 1991 le autorità statunitensi accusarono dell’attentato Abd el-Basset Ali al-Megrahi, ufficiale dell’intelligence libica e capo della sicurezza per la Libyan Arab Airlines, e Lamin Khalifah Fhimah, responsabile della stessa compagnia presso l’Aeroporto Internazionale di Malta. Dopo che le Nazioni Unite emisero sanzioni nei confronti della Libia e dopo lunghi negoziati con il leader libico Muammar Gheddafi, gli accusati furono consegnati alla polizia scozzese, il 5 aprile 1999 a Camp Zeist, nei Paesi Bassi. Il 31 gennaio 2001 Megrahi fu condannato all’ergastolo presso una corte scozzese per l’uccisione di 270 persone, mentre Fhimah fu prosciolto. Fondamentale per le indagini e la conseguente condanna di al-Megrahi fu la testimonianza di un commerciante di Sliema, Tony Gauci, unico testimone a dichiarare di aver riconosciuto il libico come il cliente che acquistò nel suo negozio i vestiti i cui brandelli vennero poi ricollegati all’ordigno. Una testimonianza controversa, altamente contraddittoria secondo l’esperto John Ashton  e legata a strani fatti; tra il 2007 e il 2008 emersero inoltre rapporti secondo cui l’amministrazione americana avrebbe pagato 2 milioni di dollari a Gauci  per la sua testimonianza . [2] [3] [4] [5]

Il trasferimento dell’ambasciata americana

Un curioso fatto riportato anche dalla stampa maltese è il trasferimento, nel luglio del 2011, dell’ambasciata americana di Malta, da un normale palazzo di Floriana, nei pressi della capitale, a un complesso fortificato a Ta Qali, una zona interna dell’isola. Il quotidiano “The Times of Malta”, in un articolo del 16 luglio 2011, pone un titolo eloquente: “L’enorme ambasciata Usa è un normale compound diplomatico”. [6] Una struttura di 40 mila metri quadrati; il terreno è stato acquistato nel 2006 per 14,6 milioni di euro. Al suo interno vi lavorano piu di 125 impiegati e il valore del complesso sarebbe stimato a 88,5 milioni di euro.

Le autorità dell’ambasciata hanno spiegato  ai giornalisti che una struttura di quelle dimensioni risultava necessaria affinchè potessero essere raggruppate in un unico sito tutte le proprietà della sede diplomatica statunitense presenti sull’isola, inclusi i capannoni e la residenza dei marines che proteggono l’ambasciata. La nuova struttura include anche una piscina, una palestra e diversi edifici utilizzati per attività culturali. Tutto ciò non risultava possibile nella vecchia sede. Il mastodontico complesso diplomatico è stato inaugurato nel luglio del 2011, piena fase inziale della “Primavera Araba”. Nel medesimo periodo iniziavano le proteste anti-regime in Libia, precisamente nel febbraio dello stesso anno; Tripoli venne presa dai ribelli a fine agosto e Gheddafi venne trovato e ucciso dai ribelli a fine ottobre 2011.

Il nuovo Medio Oriente

Malta, un po’ siciliana, un po’ araba e un po’ britannica, come dimostra la sua storia e la stessa lingua maltese, a causa della sua posizione geografica è sempre stata crocevia di interessi e di contrasti tra attori internazionali ben consapevoli dell’importanza strategica dell’isola; sarà interessante vedere in che modo verrà influenzata in seguito al processo di ridefinizione del mondo islamico tutt’ora in corso.

[1] http://justiceservices.gov.mt/DownloadDocument.aspx?app=lom&itemid=8787