Quel che era nell’aria da tempo, è accaduto; la funzione per la quale l’ISIS nell’ultimo mese è stato fatto emergere come nemico assoluto, ha avuto riscontro sul campo. Il ‘tormentone ISIS’, in poche parole, è servito per dare ad americani ed ai loro alleati arabi la chiave della Siria; USA ed Israele in primis, ma anche Arabia Saudita e Qatar, di accettare il fatto che i siriani siano rimasti fedeli a Bashar al Assad non ne vogliono sapere e così, dopo non aver potuto bombardare il territorio siriano lo scorso anno per via della reazione internazionale e dell’ostinazione della Russia di Putin, hanno utilizzato i criminali dell’ISIS, da loro finanziati nei mesi scorsi, per portare caccia e missili al di là del confine iracheno.Una mossa di marketing, prima ancora che di carattere militare, a cui l’occidente con la sua opinione pubblica ha puntualmente abboccato; non potendo rovesciare Assad con il ‘libero esercito siriano’ (ovvero una schiera di ex fedeli del governo di Damasco convertiti improvvisamente alla democrazia di stampo occidentale), non potendo rovesciare Assad nemmeno a livello militare nonostante le armi date ad organizzazioni terroristiche quali, tra le altre l’ISIS, e non potendo soprattutto bombardare la Siria per i motivi sopra esposti, ecco che presentare all’Occidente il ‘nemico del mese’ ha potuto fare in modo che, senza una grande opposizione ed anzi con l’avallo di molti, gli americani ed i loro alleati hanno iniziato a violare il territorio siriano.

L’ISIS esiste da almeno due anni, crea razzie e crimini di ogni genere da oramai tanto tempo, ma fino ad inizio anno serviva a molte cancellerie occidentali come strenua speranza di destabilizzazione del governo di Assad; dunque, le immagini di decapitazioni, cuori mangiati, esecuzioni di massa e via discorrendo venivano filtrati dai media occidentali e soltanto tramite internet in Europa si aveva notizia di quel che combinavano i miliziani.Poi si è potuto vedere nell’ISIS un modo per arrivare a colpire la Siria creando, come detto, il nemico del mese da dare in pasto all’opinione pubblica; improvvisamente, immagini di esecuzioni aberranti e frasi del tipo ‘Bruceremo le croci, uccideremo Papa Francesco’ hanno iniziato ad essere spalmate in lungo ed in largo, dalla tv ad internet, creando quel clima di indignazione utile a giustificare un intervento militare.L’ISIS, armata e finanziata in tutto e per tutto da occidente e da paesi come Arabia Saudita e Qatar, si è trasformata improvvisamente nel mostro da abbattere, costi quel che costi; costi anche, guarda caso, un intervento armato in Siria.Da questa vicenda emerge, con netta chiarezza, un’inquietante facilità di come l’opinione pubblica sia facilmente indirizzabile verso quelli che sono gli obiettivi preposti dall’elite a stelle e strisce; se da un lato appare sacrosanta l’indignazione verso atti brutali e criminali, dall’altro è un dato negativo da non sottovalutare il fatto che l’uomo occidentale non riesce a capire in pieno quelli che sono i meccanismi mediatici e comunicativi nel contesto internazionale.

Da quanto si apprende da fonti vicine al governo di Damasco, la Siria è stata avvertita dagli americani dell’inizio dei raid; in parte dagli USA hanno smentito tale notizia, in ogni caso appare chiaro come le operazioni militari di queste ore non vanno nella direzione di aiutare l’intero popolo siriano a liberarsi dal pesante fardello dell’ISIS, fardello che, è bene ribadirlo un’altra volta, è stato creato e potenziato da chi oggi butta le bombe su di esso. Se davvero la fantomatica coalizione internazionale venutasi a creare contro l’ISIS avesse come unico obiettivo liberare il medio oriente da questa organizzazione criminale, avrebbe accettato la proposta di Damasco di effettuare dei raid con il coordinamento del governo di Assad, fino a prova contraria l’unico avente diretto a rivendicare sovranità su quelle province attualmente controllate dai tagliagole. Ma così non è stato; il governo di Assad è stato solo avvertito di un raid che stava per iniziare a casa sua, visto che quello è territorio siriano. Appare dunque chiaro che l’intervento americano verte ad entrare in Siria, a violare il territorio siriano sfruttando la scia degli ultimi video fatti circolare in rete.L’intento è avvantaggiare militarmente e politicamente i ‘ribelli moderati’, gli ex fedelissimi di Assad passati al prima accennato ‘esercito libero siriano’; in larga scala, indebolire Baghdad e Damasco, due potenze sciite fedeli all’Iran, è l’obiettivo principe del teatrino organizzato attorno l’ISIS. In Iraq, invece di rafforzare il governo centrale, si danno armi ai curdi e, di fatto, si stanno ponendo le basi per una definitiva disgregazione del paese; in Siria, vedendo che il governo di Assad è più che mai solido e vincitore del conflitto in più di due terzi del territorio, si vuol rianimare e riesumare l’esercito libero siriano, nel tentativo di prolungare ancor di più la guerra civile.

Probabilmente l’ISIS potrebbe essere spazzata via in poco tempo o comunque, da qui a breve, sparire dai circuiti mediatici; sia perché l’organizzazione non è, al contrario di talebani e sunniti iracheni, fortemente legata al territorio visto che gran parte dei miliziani sono mercenari stranieri e sempre più spesso proprio occidentali. Ma sia perché, una volta iniziato e rinvigorito il conflitto in Siria, l’ISIS ha esaurito la sua ragion d’essere per occidentali e sauditi. Non ci vorrà molto prima che i raid americani vadano oltre la zona controllata dall’ISIS e si spingano sempre più verso Damasco; una volta aperta la porta della Siria, giustificare qualsiasi tipo di intervento in quel territorio sarà più che mai semplice.