L’Imu, l’Imposta Municipale unica, è la nuova ICI. Rappresenta praticamente il nuovo modello di calcolo dell’imposta sulla casa.

Cosa cambia rispetto all’Ici? Quest’ultima rivaluta la rendita catastale del fabbricato del 5% e la moltiplica per 100. Per rendita catastale si intende il reddito prodotto dall’immobile, secondo il numero di vani. Quindi anche la prima casa abitata, seppure non producendo un reddito effettivo, produce una rendita catastale. Quello che poi effettivamente si paga è l’imposta derivante dall’applicazione dell’aliquota sul valore catastale così calcolato, non inferiore al 4 per mille né superiore al 7 per mille. L’Ici sulla prima casa venne abolita dal Governo Berlusconi il 21 maggio del 2008, dopo una campagna elettorale incentrata proprio su questa esenzione.

L’Imu invece, in vigore anche sulla prima casa, rivaluta la rendita catastale del 5%, e la moltiplica per 160, su cui si pagherà poi l’aliquota prevista dallo Stato al 4 per mille. Rispetto all’Ici si pagheranno di norma, 60 punti percentuali in più. Dal 21 aprile, se guardiamo nelle pieghe del decreto fiscale approvato dalle Camere, è prevista la facoltà per i singoli comuni di applicare un’aliquota aggiuntiva per finanziare opere importanti. Ma conoscendo il sistema amministrativo italiano, non possiamo negare la paura che questi soldi vengano ingoiati malamente dai Comuni.

Ora sembra chiaro che tra la vecchia e la nuova imposta vi sia un notevole incremento della tassazione, oltre che per la sua reintroduzione sulla prima casa, anche sulla rivalutazione catastale, aumentata di 60 punti percentuali. Ma questa tassazione sarà utile per la crescita? Sicuramente i soldi in entrata saranno un bene per il tanto voluto pareggio di bilancio. Ma per far crescere un Paese bisognerebbe, più che aggravare la situazione tributaria, auspicare un aumento del reddito delle singole famiglie e di conseguenza favorire nuovamente i consumi, cosicché possano circolare più soldi nel mercato. Bisogna quindi riflettere bene sulle priorità, e capire se una tassazione forte possa dimostrarsi veramente fattore di crescita in un futuro prossimo.